Tassa spaziale anti paradisi fiscali: chi sono i destinatari e come si gestisce il gettito

Eurispes propone nuove regole per imporre imposte ai colossi provati e nazionali della Space Economy, perché usufruiscono di un bene comune dell'umanità.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Era questione di tempo prima che lo spazio extra-atmosferico si trasformasse in un nuovo mercato ad alto rendimento, per l’assenza di un Soggetto politico in grado di riempire il vuoto fiscale e normativo. L’assenza di regole chiare può trasformare ciò che va oltre l’orbita terrestre nel più grande paradiso fiscale, riservato a pochi colossi privati. Per scongiurare questo scenario, un recente studio condotto da Eurispes propone la creazione di una vera e propria Space Tax Law a livello globale.

I principi tradizionali del fisco si basano sulla territorialità e sulla residenza, parametri che perdono di significato a centinaia di chilometri dalla Terra. Per questo si rende necessario capire come includere l’orbita all’interno di una cornice fiscale e giurisprudenziale che impedisca il proliferare di nuove forme di elusione.

Perché le avventure spaziali rischiano di creare un paradiso fiscale

La corsa allo spazio mette in crisi i sistemi tributari tradizionali, strutturati per tassare la ricchezza prodotta all’interno dei confini nazionali. Il rischio di un vuoto normativo si manifesta attraverso tre meccanismi principali:

A chi si rivolge l’Orbit Tax

La proposta di un prelievo fiscale oltre i confini terrestri non riguarda i cittadini comuni o i contribuenti tradizionali, ma punta a colpire tre specifiche tipologie di operatori economici:

L’obiettivo principale della regolamentazione è stabilire una quota di contributi dovuta per lo sfruttamento commerciale di risorse che il diritto internazionale definisce come bene comune dell’umanità, evitando l’accaparramento dei profitti da parte di una ristretta élite di Paesi e imprese.

Chi riscuoterà le imposte e a chi andrà il gettito

Poiché nessun singolo Stato possiede la sovranità sullo spazio, la riscossione e la gestione del prelievo richiedono un’architettura internazionale condivisa:

Come funzionerebbe l’Orbit Tax e le imposte sui lanci

Per applicare concretamente il prelievo fiscale sono state formulate diverse ipotesi di calcolo:

In assenza di un accordo globale condiviso, il rischio concreto evidenziato dagli analisti è il verificarsi di fenomeni di concorrenza sleale e arbitraggio, con le aziende che sposteranno i propri lanci e le sedi operative nei Paesi pronti a offrire le condizioni fiscali più vantaggiose.

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