Taglio Irpef dal 2027 al 22% e 33% fino a 60.000 euro, chi ci guadagna? Calcolo e simulazioni

Le ipotesi al vaglio per la legge di bilancio 2027: taglio del primo scaglione al 22% e nuova tassazione agevolata fino a 60.000 euro.

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

Il governo sta valutando un possibile taglio dell’Irpef da inserire nella prossima legge di bilancio 2027. In particolare, al vaglio c’è la possibile riduzione dell’aliquota applicata a chi rientra nel primo scaglione di reddito, e una tassazione ridotta per i redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro.

L’eventuale entrata in vigore dipenderà dalle decisioni prese dal Parlamento e, soprattutto, dalle risorse che sarà possibile destinare alla riduzione della pressione fiscale. In caso di approvazione, però, non tutti i contribuenti ci guadagneranno allo stesso modo.

Irpef 2027, le modifiche proposte

Attualmente:

Le ipotesi allo studio in vista della manovra 2027, invece, prevedono di:

 

Quanto si risparmia

Se l’aliquota del primo scaglione dovesse effettivamente passare dal 23% al 22%, il risparmio massimo teorico sarebbe di 220 euro l’anno per chi raggiunge almeno 28.000 euro di imponibile. Infatti, un 1 punto percentuale applicato a 22.000 euro di imponibile produce un beneficio di 220 euro.

Per chi ha un reddito imponibile più basso, il vantaggio sarebbe proporzionalmente inferiore. Per esempio:

Chi guadagna di più

Oggi, superata la soglia dei 50.000 euro, la parte eccedente viene tassata al 43%. Mantenendo invece l’aliquota al 33% fino a 60.000 euro, per i contribuenti che rientrano in questa fascia reddituale, gli ultimi 10.000 euro di imponibile (quelli eccedenti i 50.000 euro ma entro i 60.000 euro) passerebbero da una tassazione del 43% a una del 33%.

La differenza pari a 10 punti percentuali, su 10.000 euro, comporta un risparmio massimo di 1.000 euro l’anno. Tuttavia, il vantaggio crescerebbe progressivamente con l’aumentare del reddito. Per esempio:

Il beneficio massimo si raggiungerebbe con un imponibile di 60.000 euro. I 10.000 euro compresi tra 50.000 e 60.000 euro verrebbero tassati al 33% anziché al 43%. La differenza è quindi di 1.000 euro. Il risparmio sarebbe pari a 1.000 euro l’anno, che corrispondono a circa 83,33 euro al mese.

Inoltre, l’eventuale estensione del secondo scaglione Irpef non continuerebbe a produrre vantaggi oltre questa soglia. Chi dichiara 70.000, 80.000 o 100.000 euro beneficerebbe infatti dello stesso risparmio massimo di 1.000 euro relativo alla fascia tra 50.000 e 60.000 euro.

Chi guadagna di più con il doppio intervento

Mettendo insieme le due ipotesi (ovvero sia la riduzione della prima aliquota al 22% sia l’estensione reddituale dell’aliquota al 33% ai redditi fino a 60.000 euro):

Per esempio:

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