Rottamazione, la seconda rata scade il 30 settembre: quanto si risparmia e i rischi

Il 30 settembre scade la seconda rata della rottamazione-quinquies: chi paga in ritardo perde i benefici e il debito torna dovuto per intero

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

Il 30 settembre 2026 torna una scadenza importante per chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle. Scade infatti la seconda rata della rottamazione-quinquies. È uno dei temi politici e fiscali più attuali, inserito nella Legge di Bilancio 2026.

Chi ha optato per il pagamento a rate deve quindi versare l’importo in tempo per non perdere i benefici ottenuti. Generalmente parlando, chi ha seguito questa strada lo ha fatto in maniera consapevole, sapendo esattamente quanto avrebbe risparmiato. Alcuni, però, potrebbero essersi fidati del commercialista un po’ alla cieca o semplicemente avevano deciso di correggere la propria posizione e gli è sembrata la volta giusta.

È giusto però spiegare per bene i dettagli di questo procedimento, anche in vista di un ritorno della rottamazione (al netto di possibili sfumature differenti).

Rottamazione quinquies, scadenza seconda rata

La rottamazione quinquies riguarda quei carichi affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023. Permette di pagare soltanto l’imposta o il contributo originario, senza dover versare sanzioni, interessi di mora e aggio. Chi ha ottenuto il rateizzo, ha già pagato la prima rata il 31 luglio. La seconda, invece, scade il 30 settembre 2026.

Non è però l’ultima e infatti occorre ricordare la terza del 30 novembre di quest’anno. Per comprendere la suddivisione, non si tratta dell’importo del debito diviso per il numero di rate. Occorre rifarsi ovviamente a quanto indicato nel modulo allegato alla “Comunicazione delle somme dovute”. Sulle rate, inoltre, si applica un interesse del 3% annuo dal 1° agosto 2026, con un minimo di 100 euro a rata.

Quanto risparmi con la rottamazione

Il cuore della convenienza della rottamazione quinquies sta in ciò che viene cancellato. Si rimuove una parte del peso fiscale sulle spalle del contribuente, che non paga:

Resta da versare soltanto la quota “capitale”, più le necessarie spese. Per capire il peso reale, sfruttiamo due esempi indicativi. È chiaro che ogni cartella sia diversa e faccia stori a sé, ma ciò può aiutare a farsi un’idea della situazione.

Ipotizziamo che sanzioni e interessi valgano circa il 40% del totale:

La quota effettivamente cancellata varia in genere tra il 30% e il 50% dell’importo e si legge nel prospetto della Comunicazione delle somme dovute. È proprio lì, facile da comprendere, il vantaggio netto della misura nel caso specifico della propria condizione debitoria.

Rischio decadenza

I vantaggi sono evidenti ma occorre rispettare le regole alla lettera. La scadenza va presa molto sul serio, considerando anche che la “tolleranza” di 5 giorni di cui tanto si parla non esiste, se si sceglie di pagare a rate. L’Agenzia delle Entrate infatti la prende in considerazione soltanto per i pagamenti in un’unica soluzione.

In caso di pagamento mancato o tardivo, scatta la decadenza. Di fatto l’agevolazione garantita svanisce nel nulla e il debito originario torna a essere preteso per intero dal Fisco. In questo scenario, quanto già versato viene conteggiato come acconto, facendo ripartire le azioni di recupero (fermi e pignoramenti) precedentemente sospese. I carichi in questione, inoltre, non potranno più essere rateizzati. Un errore che costa carissimo, dunque.

Come non perdere il beneficio

Per mettersi al sicuro, basta davvero poco. Bisogna recuperare per tempo il modulo di pagamento relativo alla rata del 30 settembre, disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Da qui si recupera la cifra indicata, che è l’unica da prendere in considerazione.

È utile anche verificare che i pagamenti precedenti non presentino anomalie e conservare le ricevute. Chi non ha ancora aderito ora non può farlo, dato che la domanda si è chiusa, ma conoscere questi meccanismi resta prezioso per valutare con consapevolezza le prossime edizioni della rottamazione.

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