La scadenza del 30 aprile 2026 per presentare domanda di adesione alla rottamazione quinquies si avvicina, ma il quadro normativo resta tutt’altro che definito. Da un lato, il Parlamento sta lavorando a una possibile proroga generalizzata dei termini. Dall’altro, è già previsto uno slittamento ufficiale di tre mesi, riservato però a una platea molto ristretta di contribuenti colpiti da eventi meteorologici eccezionali.
Indice
Cos’è la rottamazione quinquies
Introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, la rottamazione quinquies consente ai contribuenti di estinguere i debiti iscritti a ruolo tra il 2000 e il 2023 versando solo la quota capitale, senza sanzioni, interessi di mora e aggio. Si tratta di un’opportunità significativa per imprese e famiglie che negli anni hanno dovuto affrontare cartelle difficili da saldare in un’unica soluzione.
Per la maggior parte dei contribuenti, la domanda di adesione deve essere presentata esclusivamente in via telematica entro il 30 aprile 2026. Entro il 30 giugno, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà l’esito della richiesta e le somme dovute. Il primo pagamento, oppure l’unica rata in caso di soluzione in un’unica soluzione, è fissato al 31 luglio 2026.
La proroga di tre mesi, ma solo per pochi
Il decreto-legge n. 25 del 27 febbraio 2026, il cosiddetto decreto Maltempo (convertito in legge con il voto del Senato del 22 aprile), prevede un rinvio di tre mesi per alcune categorie di contribuenti.
La proroga riguarda esclusivamente i contribuenti che, alla data del 18 gennaio 2026, avevano residenza o sede legale o operativa in immobili danneggiati e dichiarati inagibili, situati nei territori di Calabria, Sicilia e Sardegna colpiti dal ciclone Harry. Per queste aree è stato dichiarato lo stato di emergenza con delibera del Consiglio dei Ministri del 26 gennaio 2026.
Non è quindi sufficiente essere residenti in quelle regioni o trovarsi nei comuni indicati nelle ordinanze della Protezione Civile. È necessario che sia stato emesso, o almeno richiesto entro i termini previsti, un provvedimento di sgombero.
Per chi rientra in questa casistica, le nuove scadenze sono:
- presentazione della domanda, dal 30 aprile al 31 luglio 2026;
- comunicazione delle somme dovute da parte di Ader, dal 30 giugno al 30 settembre 2026;
- prima o unica rata, dal 31 luglio al 31 ottobre 2026 (con slittamento a cascata di tutte le rate successive).
I motivi dello slittamento
L’articolo 2, comma 2 del decreto Maltempo stabilisce che i beneficiari debbano essere individuati tramite un’apposita ordinanza del Capo della Protezione Civile, su proposta dei Presidenti delle Regioni interessate, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto. Questo termine è scaduto il 29 marzo 2026, ma l’ordinanza non è ancora stata pubblicata.
La conferma arriva anche dall’Inps, che in una circolare chiarisce come solo dopo la pubblicazione dell’ordinanza sarà possibile verificare la corretta applicazione della sospensione. Anche l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non ha ancora fornito comunicazioni ufficiali, aumentando il rischio di errori per i contribuenti che decidono di attendere.
Si lavora a una proroga più ampia
Il Parlamento sta discutendo la possibilità di estendere ulteriormente la platea dei beneficiari. La Lega e altre forze politiche stanno spingendo per modificare il perimetro della definizione agevolata attraverso emendamenti al decreto fiscale attualmente in discussione al Senato. L’obiettivo principale è consentire la riammissione dei contribuenti decaduti dalla rottamazione quater per il mancato pagamento delle rate di novembre e febbraio.
Il Ministero dell’Economia ha mostrato apertura, subordinando però l’intervento alla disponibilità delle coperture finanziarie. Tra le ipotesi più discusse c’è uno slittamento della scadenza fino a giugno 2026, con l’obiettivo di recuperare chi è rimasto escluso per ritardi minimi o difficoltà economiche temporanee.