Rottamazione quinquies, slitta al 31 luglio l’adesione di Comuni ed enti locali

Slittati i termini della Rottamazione quinquies per venire incontro alle esigenze dei Comuni appena usciti dalle elezioni

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

La Rottamazione quinquies entra in una fase decisiva del suo percorso, ma il calendario si allunga. Comuni, Regioni, Province e Città metropolitane avranno tempo fino al 31 luglio per decidere se aderire o no alla definizione agevolata dei tributi locali.

La proroga, introdotta nell’ambito degli interventi collegati al Dl Accise, ha un impatto che va oltre il piano tecnico. Lo slittamento dei termini modifica indirettamente i tempi con cui i contribuenti potranno conoscere l’effettiva applicazione della misura nei propri territori.

L’adesione degli Enti non è automatica

Un primo elemento da chiarire è che la Rottamazione quinquies sui tributi locali non si applica in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

La decisione spetta ai singoli Enti territoriali. Questo significa che:

Fino alla scadenza del 31 luglio, quindi, non sarà possibile sapere con certezza quali amministrazioni territoriali entreranno nel perimetro della sanatoria.

Cosa succede se il Comune aderisce

Nel caso in cui l’Ente locale decidesse di aderire, per i contribuenti si aprirebbe la possibilità di regolarizzare i debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023 relativi ai seguenti tributi locali:

Il vantaggio principale è la riduzione dell’importo dovuto, per cui il contribuente paga solo il capitale del debito, con lo stralcio di sanzioni, interessi di mora e aggio.

La misura non scatta automaticamente. È necessario presentare domanda e attendere la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che definisce anche il piano di pagamento.

Il debito può essere saldato in un’unica soluzione oppure a rate. La rateizzazione consente di diluire il pagamento nel tempo ma il beneficio della sanatoria resta vincolato al rispetto puntuale delle scadenze.

La decadenza scatta in caso di mancato o insufficiente pagamento, oppure se si saltano alcune rate previste dal piano. In queste ipotesi, il contribuente perde i vantaggi della definizione agevolata e il debito torna a essere dovuto per intero, con sanzioni e interessi riattivati.

La rottamazione non è automatica per il contribuente

Anche nel caso di adesione da parte del Comune, la sanatoria non si applica automaticamente.

Il contribuente dovrà infatti seguire una procedura precisa:

L’effetto della proroga sul calendario

Lo slittamento del termine al 31 luglio 2026 produce un effetto a catena sull’intero iter della misura perché, una volta posticipate le delibere dei Comuni, lo stesso destino tocca alle procedure dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e alle conseguenti comunicazioni ai contribuenti.

Cosa devono fare i contribuenti

Per i cittadini, la proroga non modifica le regole della sanatoria, ma incide sui tempi.

In sintesi:

Il risultato è un allungamento dei tempi di attesa prima di conoscere la reale applicabilità della misura sul territorio.

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