Rottamazione cartelle, scadenza il 31 luglio: cosa succede se non paghi

Il 31 luglio è il termine per rottamazione quater e quinquies. Chi deve pagare, i 5 giorni di tolleranza e cosa si rischia se ci si dimentica

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Il 31 luglio 2026 è una data da segnare con attenzione per chi ha aderito alla rottamazione quater e per chi rientra nella nuova rottamazione quinquies. In entrambi i casi, il corretto versamento delle somme dovute è necessario per mantenere i benefici della definizione agevolata ed evitare la decadenza.

Rottamazione quater, ultima chiamata per la rata

Per la rottamazione quater, introdotta dalla legge n. 197/2022, il 31 luglio coincide con la scadenza della rata prevista dal piano di rottamazione delle cartelle. Chi non paga entro questa data rischia di compromettere i benefici ottenuti con l’adesione alla misura.

La normativa prevede però una tolleranza di cinque giorni, quindi i versamenti effettuati entro il 5 agosto 2026 sono considerati tempestivi. Oltre tale termine il pagamento è considerato tardivo e può determinare la perdita dell’agevolazione. In caso di omesso o parziale versamento, le somme già corrisposte vengono imputate a titolo di acconto sul debito complessivo. La conseguenza è la ripresa delle attività di recupero da parte dell’agente della riscossione.

La prima scadenza per la quinquies

Anche in questo caso il termine del 31 luglio è decisivo, in quanto è la prima scadenza utile, sia per chi ha scelto il pagamento in un’unica soluzione sia per chi ha optato per la rateizzazione.

La nuova definizione agevolata, introdotta dalla legge n. 199/2025, riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, ma solo per alcune tipologie di debito ammesse dalla norma. Tra queste figurano:

Anche in questo caso il termine del 31 luglio è importante, in quanto il mancato pagamento della prima rata, o dell’unica rata scelta, fa scattare la decadenza dai benefici della definizione agevolata. Come per la rottamazione quater, la stessa tolleranza di cinque giorni si applica anche alla quinquies.

Cosa si paga e cosa no

La rottamazione quinquies consente di estinguere i debiti pagando esclusivamente il capitale e le spese relative alle procedure esecutive e di notifica. Restano esclusi gli interessi iscritti a ruolo, gli interessi di mora, le sanzioni e l’aggio. Per le multe stradali, la definizione agevolata opera in modo più limitato, incidendo sugli interessi e sull’aggio.

La rottamazione quater segue una logica analoga di alleggerimento del carico, permettendo al contribuente di chiudere la posizione con un importo inferiore rispetto al debito originario. Proprio per questo il rispetto delle scadenze è importante; perdere il beneficio significa tornare esposti all’importo pieno o comunque a una situazione molto meno favorevole.

I canali di pagamento

I contribuenti possono effettuare il versamento attraverso i canali messi a disposizione da Agenzia delle entrate-Riscossione. È inoltre disponibile un servizio che consente di pagare solo alcune delle cartelle o degli avvisi indicati nella comunicazione.

Il sistema ricalcola automaticamente il piano limitatamente alle posizioni che il contribuente intende definire. Si tratta di uno strumento utile per chi vuole gestire in modo selettivo il proprio debito.

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