Regime forfettario, più controlli e digitalizzazione: tutte le novità del 2026

La Manovra ha confermato buona parte delle regole del regime forfettario, introducendo alcune novità soprattutto sui controlli fiscali e sulla digitalizzazione

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

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Il regime forfettario non ha subito modifiche sostanziali nella Manovra per il 2026. Questa particolare tassazione permette alle partite Iva che rispettano determinati requisiti di usufruire di una “flat tax” molto conveniente sugli introiti da lavoro autonomo. Ci sono però diverse regole da rispettare, che portano quindi a molti controlli da parte del fisco.

La maggiore digitalizzazione delle fatture è stata fondamentale per l’Agenzia delle entrate in questo ambito e nel 2026 nuovi strumenti permetteranno controlli ancora più rigorosi. Confermate invece alcune modifiche per chi riceve uno stipendio da dipendente o una pensione e ha una partita Iva forfettaria.

Il regime forfettario nel 2026

La struttura cardine del regime forfettario nel 2026 è rimasta la stessa. Nelle prime discussioni sulla Manovra era emersa la possibilità di modificare alcuni parametri in favore delle partite Iva che vi aderiscono. I limiti di bilancio molto stringenti hanno però impedito a queste idee di concretizzarsi, quindi la norma è rimasta inalterata.

I requisiti base rimangono:

I benefici di questo regime sono:

È anche disponibile una tassazione al 5% invece che al 15%, per il cosiddetto regime forfettario startup. Per accedervi è necessario:

Il regime forfettario al 5% è disponibile per i primi cinque anni di attività.

Le novità sui controlli e sulla digitalizzazione

La principale novità del 2026 sarà legata ai controlli sugli incassi. L’Agenzia delle entrate intensificherà infatti le sue verifiche controllando e incrociando tutti i dati trasmessi attraverso strumenti digitali come:

I pagamenti saranno quindi tracciati in maniera più precisa e questo porterà a verifiche molto più dettagliate sugli incassi, che sono la principale preoccupazione fiscale per chi opera in regime forfettario. Sarà quindi importante per i professionisti assicurarsi di utilizzare software di fatturazione aggiornati con gli ultimi requisiti dell’Agenzia delle entrate.

La conferma del limite sullo stipendio da dipendente

La Manovra del 2026 ha confermato una norma annuale prevista nella legge di bilancio precedente, quella per il 2025. Riguarda coloro che utilizzano il regime forfettario per una partita Iva parallela alla propria attività lavorativa da dipendente, oppure che hanno continuato a lavorare dopo la pensione da autonomi.

Normalmente, la legge prevede per questi professionisti un limite massimo allo stipendio da dipendente o alla pensione. La legge che regola il regime forfettario prevede che questa soglia sia di 30.000 euro. Nel 2025 era stata alzata a 35.000 euro, modifica che è stata confermata anche per il 2026.

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