Plastic tax e Sugar tax rinviate al 2027: cosa cambia per imprese e consumatori

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato l'ipotesi di un rinvio di sei mesi: le due imposte partirebbero dal 1° luglio del 2027

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Redazione

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La Plastic tax e la Sugar tax potrebbero slittare ancora, con un rinvio di sei mesi che sposterebbe la loro entrata in vigore dal 1° gennaio al 1° luglio 2027. L’ipotesi è stata confermata dal vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani durante l’assemblea pubblica di Federchimica a Milano, nel quadro delle misure allo studio per la prossima Legge di Bilancio.

Le due imposte, introdotte nel 2020, non sono mai state applicate a causa dei ripetuti rinvii. La nuova proroga, se confermata nel testo definitivo della manovra, rappresenterebbe un ulteriore differimento di sei mesi, mentre resta aperta la possibilità di uno slittamento più lungo.

Che cosa sono la Plastic tax e la Sugar tax

Plastic tax e Sugar tax sono due imposte con finalità ambientali e sanitarie, pensate per orientare le scelte di produzione e consumo verso comportamenti considerati più sostenibili. La Plastic tax è un’imposta sui manufatti in plastica con singolo impiego, comunemente indicati con la sigla MACSI. Rientrano in questa categoria, secondo le caratteristiche previste dalla normativa, prodotti destinati a contenere, proteggere, manipolare o consegnare merci e alimenti, come determinati imballaggi, contenitori e pellicole. L’obiettivo della tassa è ridurre l’utilizzo della plastica monouso e incentivare il ricorso a materiali alternativi o a soluzioni riutilizzabili e riciclabili. La misura mira quindi a rendere meno conveniente, dal punto di vista economico, l’impiego di determinati prodotti in plastica, favorendo una riduzione dei rifiuti e dell’impatto ambientale.

La Sugar tax, invece, riguarda le bevande analcoliche edulcorate, cioè quelle che contengono sostanze utilizzate per conferire un sapore dolce, nei limiti e secondo le condizioni stabilite dalla legge. La misura è stata concepita per disincentivare il consumo di bevande con un elevato contenuto di zuccheri e contribuire alla prevenzione di problemi di salute legati a un’alimentazione eccessivamente ricca di zuccheri, tra cui l’obesità.

A quanto potrebbero ammontare

La normativa originaria prevede per la Plastic tax un’aliquota pari a 0,45 euro per chilogrammo di materia plastica contenuta nei manufatti monouso soggetti all’imposta. Per la Sugar tax, l’importo previsto dalla disciplina istitutiva è invece pari a 10 euro per ettolitro per i prodotti finiti e a 0,25 euro per chilogrammo per i prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione.

Si tratta degli importi previsti in origine, la cui effettiva applicazione resta subordinata alle disposizioni e alle scadenze vigenti, comprese le eventuali modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio.

Plastic e sugar tax: cosa chiedono le imprese

Le associazioni di categoria non considerano sufficiente un ulteriore rinvio di sei mesi. Assobibe, che rappresenta le imprese produttrici e venditrici di bevande analcoliche, e Unionplast, che rappresenta l’industria italiana della trasformazione delle materie plastiche, hanno chiesto lo stralcio definitivo delle due imposte dalla prossima manovra.

Secondo le organizzazioni, una proroga limitata nel tempo non risolve il problema dell’incertezza normativa. Le aziende devono infatti programmare gli investimenti, organizzare la produzione, definire i prezzi e pianificare le strategie commerciali con un orizzonte temporale sufficientemente stabile. Il rischio, secondo le associazioni, è che l’assenza di certezze freni gli investimenti e renda più difficile la gestione delle attività industriali.

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