L’Imu 2026 costa 979 euro a famiglia, le città dove è più e meno caro: Roma in testa

Lo studio Uil: media nazionale 979 euro l'anno sulle seconde case, ma tra capoluogo più caro e meno caro il divario è enorme

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Mirko Ledda

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Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

A pochi giorni dall‘acconto Imu, in scadenza lunedì 16 giugno 2026, il quadro che emerge dai capoluoghi è quello di un Paese a diverse velocità. A parità di tipologia di immobile, su una seconda casa si possono pagare 391 euro l’anno a Palermo e 3.499 a Roma. A fotografarlo è lo studio del Dipartimento Stato Sociale, Politiche Economiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della Uil, che ha incrociato gli estimi catastali di ogni provincia, rivalutati del 5%, con le aliquote 2026 estrapolate dalle delibere pubblicate sul portale del Dipartimento delle Finanze.

La media nazionale del prelievo annuo si ferma a 979 euro sulle seconde case e a 932 sulle abitazioni principali di lusso, ma in particolare nelle grandi città si arriva a pagare 9 volte tanto i comuni in cui si paga meno.

Seconde case, Roma in testa e Palermo all’ultimo posto

Per una seconda casa con rendita catastale pari alla media cittadina, a Roma l’Imu annua è di 3.499 euro, di cui 1.749 di acconto al 16 giugno. Il divario tra il capoluogo più caro e quello meno caro supera l’800%.

Città Acconto 16 giugno Totale annuo
Roma 1.749 euro 3.499 euro
Milano 1.479 euro 2.957 euro
Venezia 1.168 euro 2.335 euro
Torino 992 euro 1.984 euro
Firenze 986 euro 1.973 euro
Bologna 930 euro 1.860 euro
Padova 911 euro 1.821 euro
Siena 902 euro 1.805 euro
Verona 828 euro 1.657 euro
Salerno 757 euro 1.514 euro
Media nazionale 489 euro 979 euro

All’estremo opposto, Palermo con 391 euro annui è il capoluogo meno caro d’Italia.

Città Acconto 16 giugno Totale annuo
Palermo 195 euro 391 euro
Cosenza 197 euro 395 euro
Enna 230 euro 460 euro
Gorizia 242 euro 484 euro
Caltanissetta 242 euro 485 euro
Trapani 248 euro 495 euro
Agrigento 253 euro 505 euro
Crotone 275 euro 550 euro
Belluno 275 euro 551 euro
Trani 279 euro 558 euro

Abitazioni di lusso, a Venezia si paga più di Roma

Per le prime case di lusso, le categorie catastali A/1, A/8 e A/9 sulle quali l’Imu resta dovuta, la classifica cambia in vetta. Venezia è prima con 3.001 euro annui, davanti a Roma e Milano. La media nazionale è di 932 euro.

Città Acconto 16 giugno Totale annuo
Venezia 1.501 euro 3.001 euro
Roma 1.444 euro 2.888 euro
Milano 1.388 euro 2.777 euro
Padova 851 euro 1.702 euro
Torino 842 euro 1.683 euro
Firenze 824 euro 1.649 euro
Bologna 786 euro 1.572 euro
Verona 776 euro 1.551 euro
Ascoli Piceno 756 euro 1.512 euro
Parma 734 euro 1.468 euro
Media nazionale 466 euro 932 euro

Lo studio segnala che, sulle delibere 2026, l’unico Comune ad aver ridotto l’aliquota sulle abitazioni di lusso è Siena, scesa al 5 per mille. Il capoluogo meno caro è Agrigento, con 278 euro annui, davanti a Caltanissetta e Cosenza (385) e Isernia (416).

Quanto costa l’Imu su garage e cantine

Il peso si scarica anche sulle seconde pertinenze. Per una cantina la media nazionale è di 44 euro l’anno, ma a Roma sale a 175. Sui garage la media è 107 euro, mentre Roma arriva a 447.

Città Cantina Garage
Roma 175 euro 447 euro
Venezia 34 euro 429 euro
Bologna 65 euro 262 euro
Milano 39 euro 255 euro
Salerno 76 euro 236 euro
Cremona 156 euro 225 euro
Bari 52 euro 218 euro
Cagliari 120 euro 110 euro
Media nazionale 44 euro 107 euro

Sull’altro lato, ci sono città in cui la cantina costa meno di 15 euro l’anno: Avellino e Imperia a 9 euro, Gorizia e Sondrio a 11. Sui garage Imperia scende a 17 euro, Fermo a 26.

Le richieste della Uil: riforma fiscale e revisione del catasto

La radiografia, sottolinea la Uil, riguarda anche lavoratori e pensionati che hanno investito i risparmi di una vita in un immobile. Per il segretario Santo Biondo:

Occorre una riforma strutturale che rafforzi l’attuazione del principio di progressività, riduca la pressione sui redditi da lavoro e da pensione e contrasti con maggiore efficacia l’evasione.

Sulla revisione del catasto, sollecitata da Bruxelles con le raccomandazioni all’Italia di inizio giugno, il sindacato chiede meccanismi di salvaguardia capaci di garantire l’invarianza del gettito complessivo e la tutela delle fasce sociali più esposte.

Sul fronte degli enti locali, secondo lo studio, le scelte di aliquota seguono il fabbisogno di bilancio dei Comuni senza investimenti visibili in manutenzione urbana e servizi alla persona.

La scadenza di lunedì 16 giugno 2026 riguarda chi possiede una seconda casa, un’abitazione principale di categoria A/1, A/8 o A/9 o altri fabbricati che non godono dell’esenzione Imu.

Il dossier sulle diseguaglianze territoriali anticipa il confronto che si aprirà in autunno con la prossima Legge di Bilancio, quando il Governo dovrà decidere se e come rispondere alle raccomandazioni europee sul catasto. Il testo integrale dello studio è pubblicato sul sito della Uil.

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