Abolizione fermo amministrativo auto, proposta di stop al blocco in caso di debiti

Il Ddl Garavaglia punta a sostituire le ganasce del fermo amministrativo con l'ipoteca sopra i 10.000 euro, garantendo l'uso del mezzo

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Il fermo amministrativo potrebbe essere eliminato o sostituito con un altro strumento. Questa è la proposta di legge, ferma in Senato durante la pausa estiva e che verrà discussa al rientro in Aula. È stata presentata lo scorso 23 giugno da Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze di Palazzo Madama, e mette un freno non all’auto, ma a uno degli strumenti più contestati dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Secondo il testo firmato da Garavaglia, l’abolizione del blocco dei beni mobili, una categoria che comprende tutti i veicoli, è un obiettivo fondamentale perché spesso questi mezzi costituiscono l’unico strumento di mobilità della persona e della famiglia, essenziale per il lavoro, per l’accesso ai servizi sanitari o per l’assolvimento di obblighi familiari. Nella proposta si punta a permettere l’utilizzo del veicolo, proponendo come alternativa l’ipoteca sullo stesso.

Stop al fermo amministrativo: la proposta

Il disegno di legge n.1945 del 23 giugno, firmato da Massimo Garavaglia, chiede la cancellazione e sostituzione dello strumento del fermo amministrativo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Accanto al testo c’è una relazione che invoca:

l’abolizione del blocco dei beni mobili registrati, perché mezzi che costituiscono spesso l’unico strumento di mobilità della persona e della famiglia, essenziali per l’attività lavorativa, l’accesso ai servizi sanitari e l’assolvimento di obblighi familiari.

Il problema è esplicitato nel testo, ovvero quando una persona ha un debito oggi si può trovare con l’auto bloccata. Il noto e spaventoso “fermo amministrativo”. La relazione sostiene che questo blocco sia dannoso perché priva le persone e le famiglie di un mezzo essenziale per andare al lavoro, curarsi o gestire le altre esigenze quotidiane.

La soluzione è quella di non bloccare l’auto, quindi non impedirne l’uso, ma di applicare un’ipoteca sul mezzo. Il proprietario così può continuare a guidare, ma l’ente di riscossione metterà una garanzia formale sul bene.

Per esempio, se l’auto dovesse essere venduta o rottamata, il credito dello Stato verrebbe tutelato. La regola dell’ipoteca sulle auto si applicherebbe soltanto per i debiti superiori a 10.000 euro, evitando interventi strutturali per somme inferiori.

Fermo amministrativo: preavviso e costi

Sempre nel testo della proposta troviamo altri aspetti, come l’obbligo di un preavviso di 60 giorni per il cittadino. Il proprietario del mezzo può quindi saldare quanto dovuto o chiedere una rateizzazione evitando la trascrizione sul veicolo.

Un altro capitolo riguarda i costi. Oggi, una volta estinto il debito, la cancellazione del fermo prevede degli oneri aggiuntivi a carico del contribuente. Nel testo la cancellazione viene prevista a titolo gratuito.

Si tratta ancora soltanto di un disegno di legge, ma pone le basi per poter cambiare il rapporto tra i cittadini e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Fermo amministrativo: come funziona ora

Per comprendere la portata di questa proposta, basta guardare a come funziona ora il fermo amministrativo. Per fermo amministrativo infatti si intende il blocco dei beni mobili come gli autoveicoli per riscuotere dei crediti non pagati, come tasse o multe (il più comune è il mancato versamento del bollo).

Fermo amministrativo significa bloccare un bene mobile e in caso di mancato pagamento di una cartella esattoriale, il contribuente:

I tempi per un fermo amministrativo sono comunque ampi e non scatta immediatamente. Proprio per proteggere il contribuente da azioni sproporzionate, il fermo non procede se non dopo l’invio di un sollecito di pagamento per debiti fino a 800 euro, mentre fino ai 2.000 euro il fermo segue delle procedure standard.

In ogni caso, il cittadino ha a disposizione 60 giorni per pagare, rateizzare o fare ricorso e quindi, matematicamente, il fermo amministrativo non può arrivare prima di tre-quattro mesi dalla notifica, ma nella realtà i tempi possono estendersi in base al carico di lavoro degli uffici.

Ci sono anche diverse esenzioni che servono a proteggere i veicoli adibiti al trasporto di persone con disabilità.

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