Tari più cara, la classifica delle città dove si paga di più

Le nuove tariffe della Tari crescono in molte regioni: dal rapporto Cittadinanzattiva emergono divari territoriali e i capoluoghi più cari

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

È stato presentato il rapporto 2025 di Cittadinanzattiva sui rifiuti e il costo relativo alla Tari. Il rapporto annuale fotografa tariffe in crescita per le famiglie. Nel 2025 la spesa media nazionale per i rifiuti urbani è pari a 340 euro all’anno, un aumento del 3,3% rispetto al 2024. Le tariffe crescono in maniera differente nelle diverse regioni, con picchi al Sud tra Puglia, Campania e Sicilia. La più costosa resta Catania, capoluogo di provincia, mentre il più economico è Cremona con una media di 196 euro a famiglia.

Dal rapporto 2025 dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva è possibile ricavare una sorta di classifica delle città e capoluoghi di provincia italiani dove il costo della Tari è cresciuto di più.

Il rapporto 2025 sui rifiuti

L’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva ha condotto un’indagine sulle tariffe dei rifiuti applicate in tutti i capoluoghi di provincia italiani nel 2024. Come riferimento c’è la famiglia tipo, composta da tre persone e una casa di proprietà di 100 metri quadrati.

Dallo studio dei dati è emerso che stanno crescendo le tariffe a carico delle famiglie, ma aumenta anche la pratica della raccolta differenziata. Se nel 2023 questa si attestava al 66,6% dei rifiuti prodotti (in aumento rispetto al 65,2% nel 2022), in alcune zone d’Italia si arriva a raggiungere il 73% della raccolta differenziata dei rifiuti.

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Esistono però differenze territoriali che determinano anche una differenza sul costo della Tari. La raccolta differenziata si divide in:

Le regioni dove la Tari costa di più e dove costa meno

Le differenze territoriali proseguono quindi sul lato economico. Alcune regioni mantengono il loro tariffario ormai da anni, attestandosi come le più economiche. Tra queste il Trentino-Alto Adige con una media di 224 euro all’anno per famiglia, la Lombardia con 262 euro all’anno per famiglia e il Veneto con 290 euro all’anno per famiglia.

Così si confermano anche le peggiori per costi, che restano la Puglia con 445 euro all’anno, la Campania con 418 euro all’anno e la Sicilia con 402 euro all’anno di Tari. Su tutto il territorio italiano, però, la cifra è in aumento tranne che in Valle d’Aosta, dove è diminuita dell’8,4%, e in Sardegna, dove il calo è stato pari allo 0,6%. Fermo invece in Molise, dove il costo dal 2024 al 2025 della Tari è restato pari a 250 euro all’anno a famiglia.

Proprio a fronte di queste differenze territoriali, Tiziana Toto, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, spinge affinché si riducano le disuguaglianze, assicurando un servizio efficiente e accessibile in tutto il Paese, ma con particolare attenzione al Mezzogiorno. È proprio in questi territori, prosegue nel suo commento, che è necessario promuovere la partecipazione civica, valorizzare le esperienze locali e gli osservatori cittadini come parte integrante del sistema di governance.

I capoluoghi più costosi e più economici: la classifica

Si può, sempre grazie ai dati emersi dal rapporto, stilare una classifica di 10 posizioni tra i capoluoghi più costosi e quelli più economici. Tra i più costosi, sette appartengono a regioni meridionali, dove spiccano in maniera negativa Catania, ma anche Pisa e Genova.

Capoluogo più caro Tari 2025 Capoluogo più economico Tari 2025
Catania 602 euro Cremona 196 euro
Pisa 557 euro Udine 199 euro
Genova 509 euro Trento 199 euro
Napoli 496 euro Isernia 208 euro
Andria 491 euro Fermo 211 euro
Reggio Calabria 484 euro Pordenone 216 euro
Brindisi 473 euro Brescia 217 euro
Pistoia 473 euro Belluno 223 euro
Barletta 471 euro Bergamo 226 euro
Salerno 464 euro La Spezia 242 euro

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