Reddito di Merito, fino a 1.000 euro al mese per gli studenti universitari eccellenti

La proposta di Forza Italia, prima firmataria Stefania Craxi, lega l'assegno alla media degli esami per trattenere i talenti, specie al Sud

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Un contributo economico per studiare meglio. È questa, in sintesi, la proposta contenuta nel disegno di legge presentato da Forza Italia, con Stefania Craxi come prima firmataria. Il testo, intitolato “Disposizioni in materia di reddito di merito e di incentivo all’eccellenza per studenti meritevoli”, introduce quello che viene definito “Reddito di Merito nazionale“. Sarebbe un contributo economico mensile, fino a 1.000 euro, destinato agli studenti universitari che si distinguono per risultati accademici.

L’obiettivo è valorizzare il merito e, soprattutto, frenare la fuga di giovani talenti dall’Italia, in particolare dal Sud, verso l’estero o altre regioni italiane.

Come funzionerebbe il contributo

Il meccanismo, ancora da definire nei dettagli tramite un decreto ministeriale successivo, si baserebbe su tre fasce di importo legate alla media ponderata degli esami:

Per i neodiplomati che si iscrivono al primo anno servirebbe un voto di maturità di almeno 95/100, insieme a un punteggio al test TOLC che li collochi nel top 10% della graduatoria nazionale. Chi intende iscriversi a una laurea magistrale dovrebbe presentare una media di laurea triennale di almeno 108/110.

Il contributo sarebbe cumulabile con altre borse di studio già esistenti, un dettaglio non trascurabile per chi deve affrontare affitti e spese universitarie sempre più onerose.

Chi potrebbe richiederlo

Secondo il testo del disegno di legge, potrebbero accedere al Reddito di Merito gli studenti che:

Per il finanziamento della misura è previsto un “Fondo per il Reddito di Merito” presso il MUR, con una dotazione prevista di 300 milioni di euro a partire dal 2026.

Il precedente in Calabria e le altre regioni

Il Reddito di Merito non è una novità assoluta: la Regione Calabria ha già sperimentato una misura simile ad aprile 2026, assegnando un contributo tra 500 e 1.000 euro a chi raggiungeva una media pari o superiore a 27. Anche la Sicilia sta valutando un provvedimento analogo, con un assegno da 800 euro mensili per gli studenti con media del 29.

Il dibattito tra merito e disuguaglianza

Se da un lato la misura viene salutata come un riconoscimento concreto dell’impegno, soprattutto per gli studenti fuori sede, dall’altro non mancano le voci critiche. Diverse associazioni studentesche si chiedono perché il criterio principale resti la media dei voti, un parametro che rischia di premiare chi parte già da condizioni più favorevoli.

I numeri, in effetti, raccontano un quadro complesso. Solo il 22% degli italiani ha una laurea, contro una media Ocse del 42%, e il 63% dei laureati ha almeno un genitore con un titolo universitario, contro appena il 15% tra chi proviene da famiglie meno istruite. A complicare ulteriormente la vita degli studenti fuori sede c’è il caro-affitti: negli ultimi sei anni il costo delle stanze nelle città universitarie è salito in media del 41%.

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