Bonus domotica 2026, a quanto ammonta e chi vi può accedere quest’anno

Attivo anche nel 2026 il domus domotica, ma con un tetto di spesa completamente diverso rispetto a quello delle altre agevolazioni

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista con una solida carriera avviata nel 2002, ha iniziato il proprio percorso professionale specializzandosi in mercato immobiliare e mutui. Nel corso di molti anni di attività, ha ampliato il suo raggio d'azione approfondendo i temi del fisco, del diritto e della macroeconomia. Oggi analizza scenari complessi e dinamiche geopolitiche per le principali testate nazionali e portali finanziari.

Trasformare la propria abitazione in una smart home non è più solo una questione di comfort, ma una scelta strategica per il portafoglio e l’ambiente. Il bonus domotica 2026 (ufficialmente noto come Building Automation) si conferma come uno dei pilastri degli incentivi edilizi, offrendo un’importante agevolazione fiscale per chi decide di investire nell’efficienza energetica.

Questa misura permette di recuperare una parte significativa delle spese sostenute per l’installazione di sistemi multimediali che consentono il controllo remoto e automatizzato degli impianti di riscaldamento, produzione d’acqua calda e climatizzazione. Non si tratta solo di accendere i riscaldamenti con uno smartphone, ma di monitorare i consumi in tempo reale per abbattere gli sprechi e ottimizzare la classe energetica dell’immobile.

Come funziona il bonus domotica 2026

Per il 2026, il funzionamento del bonus domotica (spesso integrato nell’Ecobonus) segue le nuove regole stabilite dalla Legge di Bilancio 2026 (formalmente Legge n. 199 del 30 dicembre 2025), che introducono una distinzione netta basata sulla tipologia di immobile e sul reddito del contribuente.

L’aliquota della detrazione per le spese sostenute nel 2026, infatti, non è più fissa al 65%, ma si allinea ai nuovi scaglioni dei bonus edilizi:

I nuovi limiti di reddito: taglio alle detrazioni

Una delle novità più importanti che sono state introdotte a partire dal 2026 riguarda il tetto alle detrazioni applicate per i contribuenti con i redditi più elevati: nel caso in cui, complessivamente parlando, quello del richiedente dovesse essere più alto di 75.000 euro, l’ammontare delle detrazioni – incluso il bonus domotica – è limitato in base a scaglioni e carichi di famiglia:

Nella tabella riportiamo i coefficienti e un esempio pratico, ipotizzando un contribuente con un reddito superiore a 100.000 euro (ammontare base detraibile: 8.000 euro).

Figli a carico Coefficiente Esempio pratico (spesa domotica) Limite annuale detraibile
0 figli 0,50 Spesa di 2.000 euro (detrazione 50% = 1.000 euro) Max 4.000 euro
1 figlio 0,70 Spesa di 4.000 euro (detrazione 50% = 2.000 euro) Max 5.600 euro
2 figli 0,85 Spesa di 6.000 euro (detrazione 50% = 3.000 euro) Max 6.800 euro
3+ figli 1,00 Spesa di 10.000 euro (detrazione 50% = 5.000 euro) Max 8.000 euro

Modalità per ottenere il rimborso

La detrazione per il bonus domotica 2026 non viene erogata in un’unica soluzione, ma viene spalmata in 10 quote annuali di pari importo.

Questo significa che, se la spesa agevolabile sostenuta genera una detrazione totale di 5.000 euro, il contribuente riceverà uno sconto sull’Irpef di 500 euro ogni anno per dieci anni consecutivi. È fondamentale prestare attenzione alla capienza fiscale: se in un anno l’imposta lorda da pagare è inferiore alla quota del bonus, la parte eccedente non può essere rimborsata né recuperata l’anno successivo, ma andrà definitivamente perduta.

Addio a sconto in fattura e cessione del credito

Si è chiusa definitivamente l’era delle semplificazioni monetarie immediate. Per il 2026, si conferma l’abolizione totale dello sconto in fattura e della cessione del credito d’imposta per gli interventi di building automation.

L’unico percorso percorribile per beneficiare dell’agevolazione è la detrazione diretta nella dichiarazione dei redditi. Questo implica che il contribuente deve anticipare l’intero importo dei lavori e recuperare la quota spettante solo in fase di dichiarazione annuale. Il bonus, quindi, non è uno sconto immediato, ma un investimento a medio termine: una situazione che rende ancora più centrale la pianificazione finanziaria e il monitoraggio dei propri scaglioni di reddito.

Requisiti tecnici e spese ammissibili

I requisiti per il bonus domotica 2026 sono estremamente specifici: non basta acquistare un dispositivo smart, ma l’intero sistema deve garantire un’automazione avanzata orientata al risparmio energetico secondo le linee guida Enea sulla Building Automation.

Requisiti tecnici obbligatori

L’intervento deve soddisfare tre condizioni fondamentali stabilite dalla norma UNI EN 15232:

Spese ammissibili

Il bonus domotica 2026 non copre ogni acquisto tecnologico, ma solo ciò che è strettamente funzionale all’automazione termica:

È escluso l’acquisto dei dispositivi di interfaccia utente generici come smartphone, tablet o Pc, anche se utilizzati per controllare la domotica.

Adempimenti obbligatori

Per non perdere il diritto al bonus domotica 2026, è necessario seguire una procedura rigorosa che si articola in tre fasi:

Pagamento tramite bonifico parlante

È l’errore più comune: non basta un bonifico ordinario. È necessario utilizzare il modello specifico per riqualificazione energetica (Ecobonus) che deve contenere:

Comunicazione all’Enea entro 90 giorni

Entro 90 giorni solari dalla data di fine lavori (collaudo), è necessario trasmettere i dati dell’intervento sul portale ufficiale Enea:

Documentazione tecnica da conservare

In caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate, è necessario avere a portata di mano:

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