Bonus balconi 2026, tutto sulle agevolazioni che permettono di risparmiare sui lavori

Il bonus balconi 2026 non è una misura autonoma, ma rientra nel più amplio bonus ristrutturazioni. Vediamo come usufruirne

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Come altre agevolazioni pensate per riqualificare il patrimonio immobiliare italiano, il bonus balconi 2026 non esiste come incentivo autonomo, ma può essere richiesto attraverso il ben più famoso bonus ristrutturazioni, del quale riprende in toto le regole. Siamo di fronte, quindi, a una detrazione fiscale con aliquota al 50% o al 36% (a seconda dell’immobile sul quale vengono effettuati gli interventi), che viene recuperata nell’arco di dieci anni grazie a un risparmio secco sulle imposte da versare.

Quali sono le agevolazioni del bonus balconi

Le agevolazioni che rientrano nel cosiddetto bonus balconi 2026 sono, principalmente, una detrazione Irpef calcolata sulle spese sostenute per effettuare i vari lavori. I benefici seguono quelle previste per le ristrutturazioni:

Il rimborso fiscale avviene in dieci quote annuali di pari importo, che viene detratto direttamente sulle tasse dovute dal contribuente.

Per effettuare questa tipologia di lavori, è possibile usufruire dell’Iva agevolata al 10%: l’aliquota si applica sulla prestazione dei servizi, ma solo entro determinati limiti, anche ai cosiddetti beni significativi – come infissi o materiali specifici – che devono essere utilizzati per il rifacimento del balcone.

Quali interventi sono ammessi

Gli interventi ammessi al bonus balconi 2026 devono rientrare nella manutenzione straordinaria. Per essere agevolabili, i lavori effettuati nelle singole unità immobiliari devono innovare l’esistente e nello specifico sono i seguenti lavori:

Lavori condominiali nelle parti comuni

Quando i lavori vengono effettuati in ambito condominiale sono ammessi anche gli interventi di manutenzione ordinaria. In questo caso sono detraibili:

Le spese accessorie incluse

Oltre ai lavori edili veri e propri è possibile portare in detrazione anche i costi indiretti necessari all’opera, come:

I costi che non sono assolutamente ammessi

Tramite il bonus balconi 2026 non si possono portare in detrazione le costruzioni da zero, nel caso in cui non esistessero in precedenza.

L’agevolazione non spetta, inoltre, per degli interventi prettamente estetici, come possono essere la tinteggiatura fai da te o la semplice sostituzione di piastrelle identiche alle vecchie su proprietà privata (senza impermeabilizzazione o innovazione). Questi lavori sono considerati di manutenzione ordinaria e come tali non sono detraibili.

Non rientrano nemmeno gli interventi che portano alla chiusura del balcone con vetrate stabili che creano nuova volumetria.

A cosa non è possibile accedere nel 2026

Per quanto riguarda le detrazioni fiscali previste dal bonus balcone, nel 2026, il quadro normativo si restringe drasticamente. Molte tipologie di intervento e di spese non sono più accessibili ed escono definitivamente dal perimetro delle agevolazioni. Confermate alcune restrizioni che erano state introdotte nel passato.

Le agevolazioni che scompaiono del tutto

Sicuramente uno dei benefici più importanti a cui le famiglie non possono più accedere è costituita dal bonus verde. Attraverso questa misura era possibile accedere a una  detrazione del 36% per piante, fioriere fisse e impianti di irrigazione che venivano installati sui balconi. Tra l’altro, nel 2026, il verde pensile non è più agevolabile come spesa autonoma.

Scompare anche il bonus facciate: la vecchia detrazione – che arrivava al 90%, per poi scendere al 60% – è un’agevolazione che è stata completamente cassata. Tutti i lavori estetici sui balconi (frontalini, tinteggiatura esterna) ora ricadono nel bonus ristrutturazioni con aliquote molto più basse (36% o 50%).

Addio allo sconto in fattura e alla cessione del credito

Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono diventati due ricordi del passato. Non è più possibile cedere il credito alla ditta o alla banca: l’unica via è la detrazione diretta in 10 anni sulla dichiarazione dei redditi.

Spese e limiti tecnici

Come per tutte le altre agevolazioni fiscali anche le spese effettuate per il bonus balconi 2026 devono essere pagate con un bonifico parlante. Non sono ammessi assegni, bonifici ordinari bancomat o carta di credito.

Nel caso in cui dovessero essere effettuati degli interventi fai da te comprando il materiale e lavorando da solo, è possibile detrarre il costo dei materiali, ma non il valore del proprio lavoro o della manodopera che non sia stata regolarmente fatturata.

Per i contribuenti con un reddito superiore a 75.000 euro, le detrazioni totali (incluso il bonus balconi) potrebbero subire un taglio automatico in base alla composizione del nucleo familiare (norma introdotta per limitare i vantaggi ai redditi alti).

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