Bonus amianto 2026 per privati e aziende, le agevolazioni per rimuovere l’eternit

Grazie al bonus amianto 2026, le imprese e le famiglie hanno la possibilità di accedere a una serie di contributi per rimuovere l'eternit

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Il bonus amianto 2026 prevede una serie di agevolazione volte a sostenere i privati e le aziende che hanno intenzione di rimuovere l’eternit dagli immobili di loro proprietà. Le agevolazioni più importanti a cui possono accedere sono sostanzialmente tre:

Togliere l’eternit con il bonus ristrutturazione

Uno degli strumenti principe per i privati per rimuovere l’amianto è il bonus ristrutturazioni: vi possono accedere quanti hanno intenzione di togliere l’eternit da tetti, canne fumarie o cassoni. La bonifica deve essere classificata come intervento di risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia.

Aliquote e massimali

Anche per opere di rimozione dell’amianto non esiste un’aliquota unica valida per tutti.

La detrazione dipende dalla tipologia dell’immobilre:

Il massimale di spesa su cui calcolare la spesa è di 96.000 euro per ogni unità immobiliare.

Cosa è possibile detrarre

Attraverso il bonus amianto con ristrutturazione non è coperto esclusivamente lo smaltimento dell’eternit, ma l’intero pacchetto dei lavori nel quale rientrano:

I requisiti obbligatori per non perdere l’agevolazione

È necessario che i lavori vengano effettuati da una ditta specializzata iscritta all’Albo Nazionale Gestori ambientali.

Il pagamento deve essere eseguito attraverso un bonifico parlante, lo stesso che si utilizza per le ristrutturazioni edilizie: deve essere indicato il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva della ditta.

Deve essere, inoltre, presentato un piano di lavoro all’Asl competente almeno 30 giorni prima l’inizio delle attività. È un obbligo di legge per la gestione dell’amianto.

Come si riceve il rimborso

Le regole per ottenere il rimborso seguono quelle previste dal bonus ristrutturazioni. La detrazione viene restituita come sconto sull’Irpef che il contribuente deve versare e  l’importo viene suddiviso in 10 rate annuali dello stesso valore.

Questo significa che a fronte di una spesa di 10.000 euro, se i lavori vengono fatti sulla prima casa si ha diritto a ottenere una detrazione di 5.000 euro: questo importo viene suddiviso in 10 rate annuali con uno sconto di 500 euro sulle tasse ogni volta che si presenta la dichiarazione dei redditi.

Come sfruttare l’Ecobonus

Per ottenere il bonus amianto 2026 è anche possibile passare attraverso l’Ecobonus. Anche in questo caso è prevista un’aliquota 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili, ma le condizioni sono più stringenti. La rimozione dell’eternit, infatti, deve essere funzionale al miglioramento energetico dell’edificio.

L’Ecobonus finanzia la rimozione dell’amianto solo e soltanto se l’intervento fa parte di un lavoro di coibentazione. In altre parole è necessario togliere l’eternit ed installare un tetto isolato, che deve rispettare alcuni parametri di trasmittanza termica. In questo caso tutta l’operazione rientra nelle agevolazioni.

Massimali di spesa

In questo caso i massimali di spesa variano a seconda degli interventi che vengono effettuati, oscillando tra i 60.000 euro e i 100.000 euro. Li sintetizziamo nella tabella che segue.

Tipo di Intervento Detrazione massima
Riqualificazione globale dell’edificio 100.000 euro
Isolamento termico (cappotto), pareti e tetti 60.000 euro
Sostituzione infissi e serramenti 60.000 euro

Adempimenti tecnici obbligatori

Sicuramente l’Ecobonus è un’agevolazione con più pratiche burocratiche rispetto al bonus ristrutturazioni. Per poterlo ottenere sono necessari:

Bonus amianto per le imprese (capannoni e locali commerciali)

Per le imprese che hanno intenzione di rimuovere l’eternit dai propri immobili possono sfruttare il Bando Isi Inail 2025/2026. L’avviso ufficiale dell’agevolazione è stata pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 18 dicembre 2025.

Il bando concede un contributo a fondo perduto pari al 65% delle spese ammissibili. Nello specifico è previsto:

Se alla bonifica si affianca un intervento aggiuntivo come l’installazione di pannelli fotovoltaici (max 20 kW per autoconsumo), la parte energetica può essere finanziata all’80% (fino a un massimo di 20.000 extra extra, sempre entro il tetto di 130.000 euro totali).

Spese ammissibili

L’incentivo copre l’intero ciclo dell’intervento:

Calendario e scadenze

Entro il 27 febbraio 2026 l’Inail dovrebbe comunicare sul proprio sito le date precise per la compilazione della domanda e il successivo Click Day.

Possono partecipare al bando tutte le imprese (anche individuali) e gli enti del terzo settore. Per essere ammessi, i progetti devono raggiungere una soglia minima di 130 punti, calcolati in base:

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