Bollo auto, esenzione 2027 per macchine fino a 80 kW e moto: chi non paga e da dove arrivano i soldi

L'esenzione dal bollo auto scatterà per tutto il 2027 su auto fino a 80 kW e moto ma ogni persona potrà beneficiarne una sola volta

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Il bollo auto è stato abolito a partire dal 2027, ma solo in parte: il Consiglio dei ministri ha approvato l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per le vetture di piccola e media potenza, fino a 80 kW, pari a circa 109 cavalli.

La misura riguarda anche le moto (sia motocicli che ciclomotori) e, secondo quanto riportato nella bozza del decreto, anche in questo caso sarà valida solo per l’intero 2027.

Chi non pagherà il bollo auto nel 2027

La platea degli interessati è vastissima, pari a circa il 70% delle macchine attualmente in circolazione oltre che alle due ruote. L’esenzione, però, non potrà essere utilizzata più volte dalla stessa persona.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito il provvedimento la cancellazione di “una delle tasse più odiate dagli italiani”. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la misura permanente, ma per il momento l’esenzione riguarda il 2027.

Il motivo l’ha spiegato la stessa premier. In sintesi: per rendere la misura strutturale occorrerà passare dalla Legge di Bilancio.

Come detto, la nuova regola riguarda le vetture con potenza fino a 80 kW. L’agevolazione sarà riconosciuta alle persone fisiche che sono tenute al pagamento della tassa automobilistica o della tassa di circolazione per uno o più veicoli alimentati a benzina o gasolio, anche quando queste motorizzazioni sono abbinate a un’altra fonte di propulsione.

Il beneficio sarà riconosciuto una sola volta per ogni persona. Chi possiede più automobili che rientrano nei requisiti non potrà quindi ottenere l’esenzione per tutte. In presenza di più veicoli ammessi al beneficio, verrà presa in considerazione l’auto con la potenza più bassa.

Se due o più vetture avranno lo stesso numero di kW, l’esenzione riguarderà quella che, senza l’agevolazione, avrebbe comportato il pagamento del bollo auto di importo inferiore.

Bollo moto e scooter, come funziona l’esenzione

Lo stop al pagamento riguarda anche motocicli e ciclomotori, e anche in questo caso ciascun proprietario potrà beneficiare dell’agevolazione soltanto per un mezzo.

Per i motocicli, qualora una persona ne possieda più di uno tra quelli ammessi, verrà individuato quello con la potenza più bassa. In caso di parità di kW, sarà scelto il mezzo per il quale il bollo ordinario avrebbe avuto un importo inferiore.

Per i ciclomotori il discorso cambia: tra quelli che possono accedere all’agevolazione verrà individuato il veicolo con la data di prima immatricolazione più lontana nel tempo.

Quanto costa l’esenzione dal bollo

La bozza del decreto quantifica in circa 2,36 miliardi di euro il costo dell’esenzione dal bollo auto per il 2027. Al momento, però, non sono ancora state definite le coperture finanziarie.

Per Regioni e Province autonome è previsto un trasferimento complessivo di 2,29 miliardi di euro nel 2027, destinato a compensare la riduzione del gettito derivante dalla sospensione del bollo. Gli importi spettanti a ciascun territorio dovranno essere stabiliti entro il 31 marzo 2027.

La polemica politica

Ed è proprio su questo punto che si è scatenato lo scontro politico, con i presidenti di Regione di centrodestra che apprezzano la misura e quelli di centrosinistra che invece sono fortemente critici. La critica più ricorrente: avere elargito una mancetta elettorale nell’anno in cui si vota.

Così Antonio Decaro (Puglia):

Certo che sia un caso che la misura abbia validità per il 2027, l’anno in cui si vota. Ma anche il caso a volte ha un ottimo senso del tempismo.

Così Eugenio Giani (Toscana):

Si vuol dare l’idea di diminuire le imposte dello Stato approvando per legge l’eliminazione di entrate derivanti da tributi delle Regioni [ma] di fatto si mettono in crisi i servizi ai cittadini.

Ora, come detto, la palla passa alla discussione sulla imminente Legge di Bilancio. E se non si riuscirà a trovare la quadra entro i prossimi mesi, a sciogliere il nodo dovrà essere il prossimo Governo.

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