Trump dichiara finito il cessate il fuoco tra Iran e Usa: “Sono feccia, persone malate”

Il presidente degli Usa Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è finito, attaccando il regime di Teheran: cosa sta succedendo in Medio Oriente

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Durante il summit della Nato di Ankara presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco tra gli Usa e l’Iran è da considerarsi “finito” e ha definito la leadership di Teheran “malata”. Trump ha anche detto che le trattative con l’Iran sono state una “perdita di tempo”.

Il 7 luglio, ieri, tre petroliere erano state colpite nello stretto di Hormuz. L’Iran non aveva rivendicato gli attacchi, ma una delle navi aveva attraversato lo stretto senza rispettare le indicazioni di Teheran. Per rappresaglia, il Comando centrale degli Stati Uniti ha avviato nuovi attacchi sull’Iran, prima che Trump dichiarasse la fine del cessate il fuoco.

Trump ha dichiarato finito il cessate il fuoco tra Usa e Iran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato finito il cessate il fuoco tra Usa e Iran che aveva permesso di avviare i negoziati tra i due Paesi. Rispondendo alle domande dei giornalisti durante una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato Mark Rutte, Trump ha ricevuto una domanda diretta di una giornalista, che chiedeva se il cessate il fuoco fosse concluso, e ha risposto:

Domanda interessante. Per quanto mi riguarda è finito. Non voglio più avere a che fare con questa feccia. Sai cosa significa feccia? Sono persone malate. Sono governati da persone malate. Persone malvagie e violente.

Trump ha poi definito le trattative una “perdita di tempo” e ha accusato: “Abbiamo raggiunto un accordo. Niente armi nucleari. Ma poi loro sono andati a scherzare con la stampa, hanno detto che non avevamo nemmeno mai parlato di armi nucleari. Hanno qualcosa di sbagliato, sono pazzi“.

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Come siamo arrivati alla fine del cessate il fuoco

La situazione tra Usa e Iran è degenerata in poche ore a partire dalla serata di ieri, martedì 7 luglio. Tre petroliere sono state colpite nello Stretto di Hormuz da un attacco che l’Iran non ha rivendicato. La tv di Stato iraniana ha però dichiarato che una delle navi non stava rispettando le indicazioni del regime sul passaggio nello stretto. Gli attacchi hanno causato danni alle navi ma nessun ferito.

Nella notte, gli Usa hanno risposto a questi attacchi bombardando nuovamente l’Iran. Gli obiettivi colpiti sarebbero oltre 80, tra cui 60 imbarcazioni utilizzate per il controllo dello Stretto di Hormuz. Ci sarebbero state esplosioni anche nella zona di Bushehr, dove si trova una centrale nucleare.

L’Iran ha accusato gli Usa di aver violato il memorandum di intesa su cui si basava l’attuale cessate il fuoco. In risposta, l’Iran ha colpito obiettivi militari statunitensi in Bahrein e in Kuwait, due piccoli Stati del Golfo Persico.

Gli scenari e le reazioni dei leader europei

Le dichiarazioni di Trump e gli attacchi statunitensi in Iran sono arrivati durante un summit già molto complesso dei leader della Nato ad Ankara, in Turchia. L’Alta Rappresentante per la politica estera dell’Ue Kaya Kallas ha dichiarato che lo scambio di attacchi “complica ulteriormente il processo di pace” e ha condannato i bombardamenti iraniani in Kuwait e Bahrein.

Anche se si tratta degli attacchi più estesi dall’inizio della tregua, non è la prima volta che Iran e Usa si scambiano bombardamenti e attacchi in un periodo di tregua. In passato le trattative sono poi ricominciate, ma l’atteggiamento di Trump nei confronti della leadership iraniana sembra chiudere le vie diplomatiche nel breve periodo.

Questo ha già fatto aumentare il prezzo del petrolio del 5% rispetto a prima degli attacchi iraniani. Le Borse europee stanno reagendo male, con Milano che perde oltre l’1,7%, Londra l’1,6% e Berlino il 2,4%.

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