Reddito di merito, 1.000 euro al mese agli studenti universitari in Calabria

La Regione Calabria introduce il reddito di merito: 1.000 euro al mese per trattenere i talenti e sostenere gli studenti universitari

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

La Regione Calabria istituisce il reddito di merito, un contributo mensile di 1.000 euro destinato agli studenti universitari calabresi che scelgono di frequentare gli atenei della propria regione. La misura entrerà in vigore a partire dal prossimo anno accademico e sarà resa operativa attraverso la firma di un Protocollo d’intesa tra la Regione e i rettori delle università calabresi, prevista per mercoledì 15 aprile.

Di cosa si tratta

Ad annunciare il provvedimento è stato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, vicesegretario di Forza Italia, che ha convocato la Giunta mentre si trovava a Roma, impegnato su dossier nazionali riguardanti la regione.

L’idea era già stata anticipata in campagna elettorale ed era inizialmente destinata alle sole matricole. La decisione finale è stata però quella di estendere il beneficio a tutti gli studenti universitari calabresi iscritti negli atenei regionali, indipendentemente dall’anno di corso. Occhiuto spiega:

È un investimento concreto sul capitale umano della Calabria, perché il futuro della Regione passa anche attraverso la capacità che avremo nei prossimi decenni di trattenere e valorizzare i nostri migliori talenti.

Come funziona

Il reddito di merito è rivolto agli studenti residenti in Calabria che frequentano uno degli atenei della regione e che rispettano precisi requisiti accademici:

Il contributo mensile di 1.000 euro è utilizzabile liberamente. Non sono previsti vincoli di destinazione: gli studenti avranno piena autonomia nella gestione delle proprie spese, come affitto, libri, trasporti e necessità quotidiane. La misura si affianca alle borse di studio già esistenti: i 1.000 euro potranno essere percepiti anche da chi beneficia di altri sostegni economici.

La Calabria non è la prima regione del Sud a tentare questa strada. Nel 2020, l’allora governatore siciliano Nello Musumeci — oggi ministro per la Protezione civile — annunciò un contributo di 1.200 euro per ogni studente fuorisede che, l’anno successivo, avesse scelto di rientrare e iscriversi a un ateneo siciliano.

La Calabria e la fuga dei cervelli

Il provvedimento nasce in risposta a un problema strutturale del Mezzogiorno che pesa come un macigno sullo sviluppo delle regioni meridionali. Secondo il report Censis-Confcooperative, ogni anno circa 134.000 studenti abbandonano il Sud per iscriversi alle università del Centro-Nord, causando una perdita stimata in oltre 4 miliardi di euro annui per i territori meridionali. Solo per formare un laureato, il Sud investe mediamente 112.000 euro tra risorse pubbliche e familiari.

La Calabria non fa eccezione. Secondo l’ultimo rapporto Anvur, quasi uno studente magistrale su due studia lontano dalla propria regione di origine. Il fenomeno è ulteriormente amplificato dalla rapida crescita delle università telematiche nel Mezzogiorno: nello stesso periodo, gli iscritti agli atenei online nel Sud sono aumentati del 158,6% in sei anni, spinti anche da chi non può sostenere i costi della vita da fuorisede.

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