L’inizio dei cantieri per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina è fissato per l’ultimo trimestre del 2026. Lo si è dedotto dalle parole dell’Amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Cucci in audizione parlamentare. Cucci ha dichiarato che, entro l’estate, dovrebbe concludersi “l’iter approvativo” che è stato riavviato dopo la bocciatura della Corte dei Conti.
I lavori dovrebbero iniziare nei “mesi successivi”, vale a dire nell’ultima parte del 2026. L’Ad ha anche confermato che il dialogo con la Commissione europea è continuo, come richiesto dalla Corte dei Conti, e che non è in corso nessuna procedura di infrazione che riguardi l’opera.
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I cantieri del ponte inizieranno nel 2026
Le parole di Cucci sono la prima indicazione di un orizzonte temporale per l’inizio dei lavori del ponte dalla bocciatura della Corte dei Conti dell’0ttobre del 2025. Da allora il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha rinunciato, dichiarandolo pubblicamente, a indicare date precise per l’inizio dei lavori, dopo essere stato smentito più volte nel corso dell’ultima legislatura.
Cucci ha confermato che il decreto dell’11 marzo ha rimodulato gli importi di ciascun anno di lavori, in modo da tenere conto degli ultimi slittamenti dei tempi. La nuova legge aderisce inoltre alle indicazioni dei giudici contabili, e ha fissato tutti gli adempimenti che il Governo dovrà rispettare nei prossimi mesi.
A che punto è l’iter approvativo dopo la bocciatura della Corte dei Conti
L’Ad della Società Stretto di Messina ha anche presentato in Parlamento un resoconto preciso dello stato di avanzamento dell’iter approvativo del Ponte. Stando a quanto dichiarato da Cucci, l’azienda e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno:
- richiesto il parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici;
- richiesto il parere dell’Art;
- avviato la definizione del nuovo Accordo di Programma da presentare alla Corte dei Conti;
- mantenuto il dialogo aperto con la Commissione europea sulle direttive Habitat e Appalti.
Riguardo a quest’ultimo punto, Cucci ha precisato che il Mit e il Mase hanno inviato gli elementi informativi richiesti dalla Direzione Generale Ambiente e dalla Direzione Generale Mercato Interno della Commissione e ha sottolineato che l’Italia non è stata sottoposta ad alcuna procedura di infrazione a causa del Ponte.
Quanto costerà in tutto il Ponte sullo Stretto
L’amministratore delegato della Società Stretto di Messina ha infine parlato dei costi e degli appalti del Ponte sullo Stretto. Ha sottolineato che non c’è nessun partenariato pubblico-privato nei bandi originali e che quindi l’interezza dei costi sarà coperta da finanziamenti pubblici. Cucci ha anche confermato l’evoluzione dei costi dal progetto originale:
- nel 2006, alla prima progettazione dell’opera, il Ponte costava 3,9 miliardi di euro;
- nel 2011 era aumentato a 6,7 miliardi di euro;
- nel 2026 il progetto costerà 10,5 miliardi di euro.
Cucci ha però chiarito:
L’aggiornamento del corrispettivo del Contraente generale è il risultato, pressoché esclusivamente, dell’applicazione di clausole di indicizzazione dei prezzianche con riferimento al forte aumento dei prezzi registrato negli ultimi anni, che ha riguardato tutte le opere infrastrutturali in corso di realizzazione e non di varianti di lavori che, in ipotesi, rilevano ai fini dell’applicazione della direttiva 2014/24/UE (art. 72).
L’aumento dei costi è quindi dovuto quasi esclusivamente all’inflazione nel settore edilizio degli ultimi 20 anni.