Manovra, tasse e tagli per finanziare Irpef e Rottamazione, il testo definitivo in Senato

La Manovra ha raggiunto il Senato e il testo non dovrebbe più cambiare fino all'approvazione: tutte le misure che saranno attuate dal 2026, dall'Irpef alle nuove tasse

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Matteo Runchi

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La Manovra finanziaria è approdata in Senato, con un testo che non dovrebbe più subire modifiche. La legge di bilancio sarà approvata, probabilmente ponendo la questione di fiducia per accorciare i tempi, dal primo ramo del Parlamento, per poi passare alla Camera, che avrà due giorni per chiudere i lavori ed evitare l’esercizio provvisorio.

Gli ultimi giorni della discussione della Manovra sono stati molto caotici, ma il testo non ha subito modifiche sostanziali rispetto a quello uscito dal Consiglio dei ministri. La finanziaria rimane modesta, a impatto nullo o quasi sul Pil e orientata soprattutto alla tutela dei conti pubblici.

Che Manovra è quella per il 2026

Fin dalle prime indicazioni del Documento programmatico di bilancio, il Governo aveva chiarito di puntare a una Manovra conservativa. Poche spese e un obiettivo su tutti: rientrare con un anno di anticipo nel parametro del 3% del rapporto tra deficit e Pil, previsto dalle nuove regole di stabilità dell’Ue.

Questo è stato il punto cardine attorno a cui si è sviluppato il bilancio dello Stato. L’Esecutivo ha puntato molto su questo risultato, perché permetterà in futuro di:

L’assenza di investimenti è giustificata anche dal fatto che il 2026 è l’ultimo anno del Pnrr. La parte di spesa per la crescita viene quindi demandata in buona parte ai fondi europei. In totale, la finanziaria sposta circa 22,5 miliardi di euro nel bilancio dello Stato, una delle cifre più basse dell’ultimo decennio.

Le misure di spesa, Irpef, Rottamazione e imprese

La principale voce di spesa di questa manovra è la riforma dell’Irpef. Il Governo ha deciso di ridurre l’aliquota del cosiddetto ceto medio (lo scaglione tra 28mila e 50mila euro) dal 35% al 33%. Un intervento che costerà 2,9 miliardi nel 2026, e 3 miliardi nei due anni successivi.

Secondo intervento per portata è il condono fiscale voluto dalla Lega, la Rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali. Permette ai contribuenti morosi di pagare i loro debiti con il fisco in 9 anni senza sanzioni e con interessi al 3%. Costerà circa 1,5 miliardi nel 2026 e circa 1,2 miliardi in totale nei tre anni successivi.

Infine ci saranno i contributi alle imprese. Inizialmente erano previsti 8 miliardi in tre anni, a fronte di una richiesta di Confindustria di 8 miliardi nel solo 2026. Il maxi-emendamento presentato a all’ultimo momento dal Governo ha aggiunto altri 3,5 miliardi di euro tra finanziamento della Zes del Sud e rifinanziamento di Transizione 4.0 Transizione 5.0, anche se con parametri più stringenti.

Infine ci sono stati una serie di interventi minori, tra cui:

Le entrate, banche, assicurazioni, tagli e nuove tasse

Questi interventi sono stati coperti con vari tagli e nuove tasse. Il contributo più importante è quello di banche e assicurazioni, che forniranno 12 miliardi nei prossimi tre anni. Altri 5 miliardi vengono dalla rimodulaizone del Pnrr.

Ci sono poi numerosi piccoli tagli e rinvii delle spese:

Infine, il Governo ha aggiunto diverse nuove tasse:

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