Da Christine Lagarde, numero uno della Bce, arriva la doccia fredda che spegne le speranze del Governo Meloni: non ci sarà alcuna anticipazione sui tassi d’interesse o aperture a eccezioni sul Patto di stabilità.
È questa la linea indicata da Lagarde intervenuta negli studi di Che tempo che fa di Fabio Fazio, sul canale Nove. Dal capo della Bce è inoltre arrivato un inciso sull’ipotesi rialzo dei tassi ed anche un richiamo all’unità europea in questa fase segnata da inflazione, costi energetici alle stelle e crescita debole.
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Rialzo dei tassi a giugno? La risposta di Lagarde
Alla domanda sulla possibilità che la Banca Centrale Europea possa intervenire con un nuovo rialzo dei tassi nella prossima riunione di politica monetaria di giugno 2026, Lagarde ha scelto la via del riserbo.
Fazio voleva sapere se la crisi di Hormuz avrebbe inciso sui tassi.
Questa la risposta di Lagarde, che ha tagliato corto:
Lo saprete l’11 giugno. Manterremo al 2% l’inflazione nel medio periodo, questo non cambierà.
A questo si deve la risposta ermetica di Chrristine Lagarde:
La situazione attuale è di massima incertezza.
Oltre al nodo dell’inflazione, l’Ue dovrà vedersela con una crescita col freno a mano tirato:
La crescita di tutta l’Europa sarà sotto l’1%. La Commissione Europea ha appena pubblicato una previsione dello 0,9% a causa dei prezzi energetici e dell’enorme incertezza.
In sintesi, considerato il contesto, la Bce oggi naviga a vista. Al momento ci sono ancora spazi di ottimismo, ma se la crisi dello Stretto di Hormuz non dovesse sbloccarsi in tempi relativamente brevi, allora si aggraverebbero le ripercussioni sul mercato dell’energia e, a cascata, il rialzo dei prezzi innescherebbe la spirale dell’inflazione.
Nessuna deroga sul Patto di stabilità
Come detto, da Lagarde è arrivato un messaggio al Governo Meloni, che invocava maggiore flessibilità rispetto al Patto di stabilità. Il capo della Bce ha escluso aperture particolari, ribadendo la necessità di rispettare il quadro comune europeo:
Io penso che ciò che è importante attualmente sia, anzitutto, agire tutti insieme in qualità di europei, anziché cercare percorsi diversi, perché i nostri nemici sarebbero entusiasti della frammentazione. Invece dobbiamo assolutamente lavorare insieme. In secondo luogo, dobbiamo attenerci alle regole. Abbiamo delle regole in termini di bilancio, in termini di debito, in termini di deficit. Abbiamo dei processi che funzionano e dobbiamo operare all’interno di queste regole.
E ancora:
Se le regole valgono per tutta Europa e se le regole vengono seguite correttamente, allora automaticamente i mercati apprezzeranno e capiranno che questo o quest’altro paese è un paese nel quale investire perché il rischio non esiste.
La ricetta di Lagarde per la crescita europea
Christine Lagarde ha inoltre esposto al conduttore Fabio Fazio quale dovrebbe essere, a suo parere, la via per la ripresa economica dell’Unione Europea:
Dobbiamo spendere dove possiamo generare crescita. Dobbiamo fare le riforme che porteranno alla crescita, che ci aiuteranno ad essere più produttivi in Europa, che garantiranno maggior reddito per i cittadini europei. Ecco quello che deve accadere.