Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, a maggio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo segna un aumento dello 0,4% rispetto ad aprile e del 3,2% su base annua. È una decisa accelerazione rispetto al +2,7% registrato il mese precedente.
A spingere l’inflazione verso l’alto sono principalmente i prezzi dei beni energetici, dei servizi legati ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. L’Istat sottolinea che l’accelerazione “risente essenzialmente delle tensioni sui prezzi dei Beni energetici non regolamentati, dei Servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona”.
I beni alimentari
Un freno sulla dinamica generale arriva invece dai prezzi degli alimentari. Il tasso di variazione dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona resta stabile a +2,3%. In particolare, i prodotti ad alta frequenza d’acquisto salgono leggermente dal +4,2% al +4,5%.
Sul versante congiunturale (rispetto ad aprile), l’indice generale risente soprattutto:
- dell’aumento dei prezzi dei servizi ricreativi e culturali (+1,4%), degli alimentari non lavorati (+0,6%) e degli energetici (+0,5%);
- della diminuzione dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-0,5%)
L'”inflazione di fondo”, che esclude gli energetici e gli alimentari freschi (ortaggi, frutta, uova, latte fresco, ecc.), accelera dal +1,6% di aprile al +1,8% di maggio. Se si escludono solo i beni energetici, il tasso sale dal +1,9% al +2,1%.
Gli effetti dell’inflazione sulle famiglie
Un rialzo che Massimiliano Dona definisce “stellare” e che, secondo l’associazione, sta provocando:
effetti devastanti che stanno determinando una vera e propria stangata pari, per una coppia con due figli, a un aumento complessivo del costo della vita di 1191 euro su base annua. Vanno 269 euro per i soli Prodotti alimentari e le bevande analcoliche, 286 per il carrello della spesa, 328 euro per i Trasporti, 251 euro per Abitazione, elettricità e gas. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 1094 euro. In media, per una famiglia la sberla è di 843 euro, 185 per mangiare e bere.
Di seguito, ecco una tabella con i rincari annui per tipologia familiare e divisioni di spesa (valori in euro) su inflazione tendenziale di maggio, su dati Istat elaborati dall’Unc.
| DIVISIONI DI SPESA | Famiglia media | Coppia con 2 figli | Coppia con 1 figlio | Inflazione annua di maggio |
|---|---|---|---|---|
| Prodotti alimentari e bevande analcoliche | 185 | 269 | 236 | +2,9 |
| Bevande alcoliche, tabacco e droghe | 14 | 17 | 18 | +2,6 |
| Abbigliamento e calzature | 10 | 18 | 14 | +0,8 |
| Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili | 233 | 251 | 249 | +5,8 |
| Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione | 22 | 30 | 27 | +1,6 |
| Sanità | 15 | 18 | 18 | +1,1 |
| Trasporti | 200 | 328 | 305 | +5,6 |
| Informazione e comunicazione | -16 | -24 | -22 | -1,9 |
| Ricreazione, sport e cultura | 16 | 28 | 24 | +1,3 |
| Servizi di istruzione | 4 | 10 | 6 | +1,7 |
| Servizi di ristoranti e servizi di alloggio | 68 | 119 | 95 | +3,5 |
| Servizi finanziari e assicurativi | 36 | 53 | 50 | +4,1 |
| Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari | 56 | 74 | 75 | +3,5 |
| TOTALE RINCARO ANNUO | 842 | 1191 | 1094 | +3,2 |
| CARRELLO DELLA SPESA | 198 | 286 | 252 | +2,3 |
L’allarme di Panetta
Proprio mentre l’inflazione di maggio tocca il +3,2%, il vero allarme arriva dagli scenari tracciati da Fabio Panetta, governatore di Bankitalia, che afferma:
negli scenari più sfavorevoli un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente un punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27. L’inflazione potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo.
Uno shock di questa portata rischierebbe di radicarsi nelle aspettative dell’Ue, innescando “una spirale tra prezzi e salari” che Panetta considera “dannosa e costosa da eliminare”. Una lettura che potrebbe aprire ad un quasi inevitabile ritocco al rialzo dei tassi alla riunione di giugno della Bce.