Blockchain, crescono progetti nel mondo, mercato italiano vale 38 milioni euro

Sono oltre 3,6 milioni gli italiani che dichiarano di possedere attualmente criptovalute o token

Pubblicato: 22 Maggio 2024 08:21

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Redazione

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2023 anno  di forte trasformazione per il mondo web3, con lo sviluppo del quadro normativo e numeri incoraggianti di mercato e adozione. Dopo un periodo di relativa stabilità, infatti,  il mercato delle criptovalute ha registrato una ripresa (+110% rispetto al 2022), grazie anche allo sviluppo degli ETF spot su Bitcoin. Circa 3 milioni di utenti nel mondo ogni giorno utilizzano 15.000 applicazioni decentralizzate (DApp), +75% nell’ultimo anno. E l’ecosistema della finanza decentralizzata (DeFi) ha mantenuto investimenti stabili intorno ai 45 miliardi di dollari, rilevanti anche se lontani dai 160 miliardi di aprile 2022, prima del crollo di Terra-Luna e del successivo “cryptowinter”.

Blockchain: crescono progetti nel mondo

In questo contesto, aziende e PA di tutto il mondo hanno proseguito lo sviluppo di progetti basati su blockchain: sono 297 i nuovi casi del 2023, +19% rispetto al 2022, che portano a oltre 1300 i progetti complessivamente censiti dal 2016 ad oggi. Il 31% delle più importanti imprese globali della domanda della Fortune Global 500 ha implementato almeno un progetto basato su blockchain negli ultimi anni: 153 imprese della domanda che in totale hanno sviluppato 336 progetti tra proof of concept, pilota e operativi. Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Blockchain & Web3 della School of Management del Politecnico di Milano*, presentata  nel corso del convegno dal titolo “Web3: Why, What and When?”.

“Il 2023 è stato un anno caratterizzato da una scarsa attenzione mediatica sul mondo della Blockchain, ma il settore non è affatto rimasto fermo – spiega Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Blockchain & Web3 –. Anzi, partendo dall’ingombrante eredità di instabilità e scandali, come quelli di Terra-Luna ed FTX, abbiamo assistito ad una fase di purificazione e maturazione del comparto: si sono ridotte pratiche speculative discutibili, è stata promossa un’evoluzione più consapevole della tecnologia, è stata data maggiore attenzione agli aspetti etici e allo sviluppo sostenibile. Allo stesso tempo, ha continuato a farsi strada l’idea di web3, un nuovo modello del web caratterizzato da equità e inclusività, basato su concetti chiave come trasparenza, decentralizzazione e coinvolgimento attivo degli utenti, che potrebbe rappresentare un cambiamento profondo economico e sociale”.

In forte crescita in particolare i progetti Blockchain for business (+58%), la maggioranza, pari al 36% del totale, con 106 nuovi casi tra soluzioni di token e smart contract per ottimizzare i processi aziendali. In linea con il 2022 i progetti di Decentralized web, in cui la Blockchain serve a sviluppare servizi vicini al paradigma del Web3, con 96 nuovi casi pari al 32%. Stabili anche i nuovi progetti basati sullo scambio di valore, il cosiddetto Internet of Value (tra criptovalute, stablecoin e Central Bank Digital Currency): nel 2023 si contano 95 casi, 32% del totale.

Mercato italiano vale 38 milioni euro

Per quanto riguarda il nostro Paese, il 2023 vede una sostanziale stabilità dei progetti Blockchain, con investimenti pari a 38 milioni di euro (in calo del 10%). Ma gli attori hanno spostato attenzione dal lancio immediato di progetti di piccola entità, che nel 2022 erano stati principalmente legati alla creazione di NFT, a prototipi e progetti pilota di maggiore dimensione. Il 39% degli investimenti riguarda il settore finanziario e assicurativo, che si conferma predominante, mentre aumenta la rilevanza di progetti della PA, al 14%, e dell’agrifood, 10%, seguiti dal fashion (7%).

Le crypto in Italia

Da una ricerca svolta in collaborazione con BVA Doxa, inoltre,  emerge che sono oltre 3,6 milioni gli italiani che dichiarano di possedere attualmente criptovalute o token. Un terzo (32%) li hanno acquistati tramite un exchange di criptovalute, il 17% con un servizio di wallet con acquisto diretto. Il 38% degli italiani preferisce invece esporsi finanziariamente a questi strumenti solo in modo indiretto attraverso servizi di trading tradizionali e app bancarie.

Tra chi possiede crypto-asset, il 37% conserva i propri beni utilizzando servizi di exchange, con Coinbase, Crypto.com e Binance, che rimangono i principali (nel 55% dei casi). In linea con il 2022 invece, il 36% degli utenti utilizza software wallet non-custodial e l’8% hardware wallet. Aumentano gli utenti che detengono criptovalute o token presso servizi di trading finanziari generici o su app bancarie (38%, contro il 23% del 2022), probabilmente anche per via dell’incremento dell’offerta. Più ridotta invece la penetrazione di NFT, giochi play-to-earn e applicazioni DeFi, adottati rispettivamente dall’8%, 8% e 5% degli intervistati.

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