TIM annuncia conversione delle azioni di risparmio: i dettagli dell’operazione

Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha convocato l’Assemblea Straordinaria e Ordinaria per il 28 gennaio 2026, per deliberare in merito alla riduzione volontaria del capitale sociale e alla conversione delle azioni di risparmio

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Redazione

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Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha convocato l’Assemblea Straordinaria e Ordinaria, in unica convocazione per il 28 gennaio 2026, per deliberare, rispettivamente, in merito alla riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi di euro, alla conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie e alla conferma di due consiglieri cooptati nel Cda a settembre e dicembre. Nella stessa data del 28 gennaio convocata anche l’Assemblea Speciale degli Azionisti di Risparmio per decidere in merito alla conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie.

Conversione facoltativa e obbligatoria azioni di risparmio

Il Consiglio del colosso delle TLC ha deliberato di sottoporre l’attribuzione ai possessori di azioni di risparmio della facoltà di convertire le azioni di risparmio detenute in azioni ordinarie Telecom Italia, sulla base di un rapporto di conversione pari a 1 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio detenuta, più un conguaglio in denaro pari a complessivi 0,12 euro per azione di risparmio, da corrispondersi da parte della Società in favore degli Azionisti di Risparmio che esercitino tale facoltà di conversione.

Proposta anche la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio eventualmente in circolazione al termine del periodo per l’esercizio della conversione facoltativa in azioni ordinarie Telecom Italia, sulla base di un rapporto di conversione pari a 1 azione ordinaria per ciascuna azione di risparmio, più un conguaglio in denaro pari a complessivi 0,04 euro per azione di risparmio.

L’operazione di conversione azionaria, si legge in una nota di TM, è diretta a “razionalizzare la struttura del capitale della Società e realizzare esigenze di semplificazione dell’assetto proprietario e, più in generale, della governance della Società, nonché di riduzione dei costi di gestione connessi all’articolazione del capitale sociale in più categorie di azioni ammesse a quotazione” e a “creare le condizioni per incrementare la liquidità e ampliare il flottante delle azioni ordinarie”.

I termini della conversione esprimono un premio implicito della conversione facoltativa dell’8,3% rispetto al 19 dicembre 2025 (il giorno di borsa aperta antecedente la data di annuncio al mercato della Conversione), del 10,6% un mese prima della Data di Riferimento, 13,5% tre mesi prima della Data di Riferimento e 21,6% sei mesi prima della Data di Riferimento.

La Conversione delle azioni di risparmio, segnala TIM, “avrà comunque efficacia prima della eventuale distribuzione di dividendi a valere sull’esercizio 2025. Di conseguenza, le azioni di risparmio non beneficeranno per l’esercizio 2025 degli eventuali privilegi patrimoniali previsti nello Statuto”.

Riduzione volontaria del capitale sociale

Nello stesso contesto dell’assemblea straordinaria, il Cda proporrà ai soci anche la riduzione volontaria del capitale sociale a 6 miliardi, destinando l’importo riveniente fino a concorrenza del quinto del capitale sociale (post riduzione), a riserva legale, e per il residuo importo, a costituzione di una riserva disponibile di patrimonio netto.

La riduzione del capitale, scrive TIM, è diretta a “realizzare una più bilanciata composizione delle poste del patrimonio netto, che allo stato è composto per circa il 96% dal capitale sociale e non presenta riserve disponibili e distribuibili”. L’operazione tiene anche conto “degli effetti della cessione di FiberCop, la cui realizzazione nel corso del 2024 ha determinato una significativa riduzione del capitale investito netto, dell’indebitamento finanziario e del patrimonio netto di TIM, alla quale non si è accompagnata una corrispondente riduzione del capitale sociale, che è rimasto sostanzialmente invariato dal 2005″.

La riduzione del capitale, pertanto, “allineerebbe maggiormente la composizione del patrimonio netto di TIM S.p.A. a quella dei benchmark di mercato“.

Le riserve disponibili formate a esito della riduzione di capitale potranno essere impiegate dalla Società a “copertura del fabbisogno patrimoniale conseguente alla Conversione, anche ai fini del pagamento del conguaglio riconosciuto agli Azionisti di Risparmio nel contesto della Conversione”.

Le operazioni di Conversione e Riduzione del Capitale, evidenzia TIM, sono sottoposte all’Assemblea degli Azionisti unitariamente e sono tra loro inscindibili.

Pertanto, la riduzione di capitale è condizionata, salvo rinuncia da parte della Società, all’approvazione della Conversione da parte dell’Assemblea generale degli Azionisti della Società e della Conversione Obbligatoria da parte dell’Assemblea speciale degli Azionisti di Risparmio; oltreché all’avveramento della suddetta condizione, cui è subordinata l’efficacia della Conversione, relativa all’esborso massimo da corrispondersi da parte della Società per la liquidazione delle Azioni di Risparmio oggetto di recesso.

Inoltre, la Conversione è “a propria volta condizionata alla circostanza che la deliberazione di Riduzione di Capitale sia approvata dall’Assemblea generale degli Azionisti della Società e non sia presentata opposizione da parte dei creditori della Società entro il termine di 90 giorni dall’iscrizione della delibera di Riduzione di Capitale presso il competente registro delle imprese” o, in caso di opposizione, “intervenga l’autorizzazione del Tribunale entro il termine di sei mesi dall’iscrizione della delibera”.

Diritto di recesso per gli azionisti di risparmio

Gli azionisti di risparmio che non concorreranno all’approvazione della conversione obbligatoria avranno diritto di recesso. Il Cda ha fissato il valore di liquidazione delle azioni di risparmio oggetto di recesso in 0,5117 euro per azione.

L’efficacia della Conversione è altresì subordinata alla condizione (rinunciabile dalla Società) che l’esborso massimo da corrispondersi da parte di TIM per la liquidazione delle Azioni di Risparmio per le quali sia stato esercitato il diritto di recesso e che non siano acquistate dai soci o collocate a terzi a esito del procedimento, non superi un importo pari a complessivi 100 milioni.

Conferma degli amministratori cooptati

Nella stessa data del 28 gennaio 2026 il Cda sottoporrà ai soci la conferma, in qualità di Consiglieri di Amministrazione del Gruppo TIM, di Alessandra Perrazzelli e di Lorenzo Cavalaglio, cooptati nel Consiglio rispettivamente il 25 settembre e il 21 dicembre scorso.

Perrazzelli è stata nominata per cooptazione a seguito delle dimissioni del consigliere Domitilla Benigni, comunicate al mercato lo scorso 15 settembre, mentre Cavalaglio è stato cooptato a seguito delle dimissioni del Consigliere Indipendente Umberto Paolucci comunicate al mercato lo scorso 10 dicembre ed effettive dal 1° gennaio 2026.

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