Mentre Elon Musk punta tutto sulla sua società spaziale Space X, che si appresta a varcare le porte di Wall Street a giugno, la sua prima creatura Tesla continua a fronteggiare un periodo negativo, caratterizzato da un persistente calo delle vendite a causa del ritiro degli incentivi statali per le auto elettriche e dell’agguerrita concorrenza cinese. Per contro, Elon Musk sta puntando sulla tecnologia e su servizi evoluti, implementando la guida autonoma e la robotica, in aggiunta all’energia solare ed ai sistemi di accumulo.
I dati di vendita sono inferiori alle attese
Nel primo trimestre del 2026, Tesla ha riportato consegne per 358mila veicoli, in del 14% rispetto al trimestre precedente ed al di sotto delle stime degli analisti, che indicavano consegne per 370mila veicoli. Anche le stime di consensus compilate dalla società sarebbero più alte a 364mia unità. Il dato risulta però al di sopra (+6%) dei volumi dell’anno precedente (336mila), quando Tesla aveva accusato una discesa del 13%. A livello geografico, l’Europa continua a frenare le consegne, ma Tesla ha registrato aumenti in alcuni mercato core, come la Cina. Le consegne rappresentano l’indicatore più prossimo al dato delle vendite riportato da Tesla. La produzione alla fine del primo trimestre si è attestata invece a 408mila unità.
Il ritiro degli incentivi
A pesare sull’andamento delle consegne ha contribuito la scadenza (non rinnovata) degli incentivi all’acquisto di auto elettriche corrisposti dal governo federale. Il credito d’imposta federale da 7.500 dollari è scaduto a fine settembre, senza essere rinnovato dall’amministrazione Trump. Una sorta di “punizione” per aver abbandonato il team del Presidente ed il progetto MAGA. E, il 2026 non sarà migliore per Tesla, poiché all’effetto incentivi si unirà l’impatto della concorrenza e della crisi in Europa.
Un trend negativo che non si arresta
Nell’intero 2025, le consegne di Tesla si sono attestate a a 1,64 milioni di veicoli rispetto agli 1,79 milioni archiviati nel 2024. Il 2025 è stato il secondo anno di calo delle consegne, ma c’è già qualche analista che preventiva un calo per il terzo anno consecutivo, dopo aver tagliato le previsioni per il 2026.
Per contrastare questa discesa, Musk sta riorientando l’azienda verso la produzione del Cybercab a guida autonoma (una sorta di taxi che si guida da solo) e dei robot umanoidi Optimus. Tesla non ha ancora commercializzato questi prodotti, ma nel mese di gennaio ha annunciato la cessazione della produzione dei suoi modelli di punta, Model S e X, ed il riutilizzo delle linee di produzione dello stabilimento di Fremont, in California per costruire i robot Optimus.
Ma Musk punta anche sull’energia e, nel primo trimestre, afferma di aver installato 8,8 gigawattora di sistemi di accumulo, dopo il record di 14,2 gigawattora registrato nel quarto trimestre del 2025. Nel primo trimestre del 2025, l’azienda ha installato 10,4 GWh dei suoi prodotti energetici.
Azioni giù a Wall Street
Il mercato ha preso molto male i dati diffusi da Tesla e ieri ha penalizzato il titolo con una perdita che è arrivata al 5%, per poi chiudere in ribasso del 3,3% a 317,6 dollari. con il calo di ieri, il titolo ha già lasciato sul terreno il 20% del suo valore quest’anno, andando ad erodere una capitalizzazione che, nella fase più propizia, si aggirava sugli 1,4 trilioni di dollari ed è scesa attorno agli 1,13 trilioni. Le azioni Tesla sono crollate del 15% nel primo trimestre di quest’anno, proseguendo un trend iniziato due anni fa. Il titolo ha subito un forte calo da gennaio a marzo del 2024 e del 2025, per poi risalire in tutti gli altri trimestri, chiudendo l’anno in rialzo.