Taglio dei tassi Bce rimandato, fermi al 2% per la quinta volta consecutiva

La decisione dell'istituto comunitario si basa sull'osservazione di inflazione e crescita. E impatta su mutui, credito e aspettative di famiglie e imprese

Pubblicato:

Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

La Banca centrale europea ha confermato le attese e deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, con il tasso sui depositi fermo al 2% per la quinta riunione consecutiva del Consiglio direttivo.

Una scelta che riflette la consapevolezza di un quadro economico ancora incerto e una lettura prudente delle dinamiche di inflazione nell’Eurozona, con l’obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine.

Perché la Bce non ha modificato i tassi di interesse?

La decisione della Bce di non modificare i tassi di interesse si basa su un’analisi dettagliata dei principali indicatori macroeconomici dell’area euro. Uno degli indicatori presi in esame ha riguardato la previsione sulla crescita comunitaria, rivista all’1,4% per il 2026.

In un comunicato ufficiale del 18 dicembre 2025, il Governing Council aveva già sottolineato come le condizioni attuali – con un’inflazione sotto controllo e vicina al target del 2% – non giustificassero un aumento o un taglio dei tassi.

Il dato sui prezzi al consumo e, soprattutto, sull’inflazione core (che esclude energia e alimentari) segnala una dinamica moderata ma coerente con l’obiettivo statutario.

La presidente Christine Lagarde ha inoltre ribadito che l’istituto non si impegna su un percorso prestabilito dei tassi, mantenendo un approccio “data-dependent” (guidato dai dati) per le prossime decisioni.

Tassi Bce oggi: quali sono i valori ufficiali?

I tre tassi chiave della Banca Centrale Europea aggiornati all’ultima riunione sono i seguenti:

Come accennato, questi livelli sono stati confermati senza variazioni per la quinta volta consecutiva, segnalando di fatto una fase di stabilità monetaria in corso dall’estate 2025.

Quali effetti producono i tassi fermi sull’economia reale?

La decisione di mantenere i tassi di interesse stabili al 2% ha effetti diretti su famiglie, imprese e mercati finanziari.

Inoltre analisti e mercati guardano con attenzione alla dinamica del cambio euro-dollaro. Una valuta comunitaria forte potrebbe comprimere ulteriormente l’inflazione importata, influenzando le future decisioni di politica monetaria.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Gli economisti restano divisi sulle possibili mosse future della Bce, anche se la maggior parte prevede che i tassi rimarranno stabili almeno fino alla metà del 2026, se non oltre, a meno di shock economici imprevisti.

Secondo un sondaggio di Reuters, una larga maggioranza di analisti si aspetta infatti tassi invariati nei prossimi incontri del Consiglio direttivo.

In tale contesto, l’istituto centrale è orientato a mantenere una politica monetaria che bilanci la necessità di sostenere la ripresa economica con l’obiettivo di stabilità dei prezzi. Ovviamente restando pronta a intervenire sulla base di nuovi dati macroeconomici.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963