Spread Btp-Bund in aumento a 86 punti base, balzo dei rendimenti a 3,77%

Instabilità e prezzo del petrolio spingono lo spread a più di 86 punti base, un risultato che non si vedeva da più di sei mesi: rendimenti in rialzo sia per i Btp sia per i Bund

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha guadagnato più di 20 punti in una settimana. L’instabilità portata dalla guerra in Medio Oriente, che ha fatto tra l’altro arrivare il prezzo del petrolio a 115 dollari al barile, sta mettendo pressione sui titoli di Stato italiani. Il differenziale con i corrispettivi tedeschi ha raggiunto gli 86 punti base in apertura.

Questo picco dei rendimenti arriva in un momento delicato per il Tesoro, già costretto ad aggiornare gli interessi sui Btp Valore, la cui asta si è conclusa venerdì 6 marzo. A partire da mercoledì 11 marzo inizieranno le nuove aste mensili regolari, che potrebbero risentire pesantemente dello spread in aumento.

Spread Btp-Bund a 86 punti, record da settembre

La prima apertura della settimana è stata particolarmente instabile per i titoli di Stato italiani. I rendimenti, che avevano chiuso già in netto rialzo venerdì 6 marzo, hanno raggiunto nelle prime ore dall’avvio delle contrattazioni il 3,77%, con uno spread che ha toccato gli 86 punti base sui titoli tedeschi equivalenti.

Non solo questo picco è il livello più alto raggiunto dal differenziale in tutto il 2026, ma ha annullato di fatto tutti i progressi che i Btp benchmark a 10 anni avevano fatto negli ultimi 6 mesi per avvicinarsi ai Bund. L’unico confronto positivo resta quello su marzo 2025, quando lo spread era in netta crescita verso il picco di aprile.

Anche i Bund hanno subito un netto aumento dei rendimenti, che sono arrivati al 2,92%. Si tratta però di una crescita limitata rispetto a quella dei Btp, a dimostrazione del fatto che il ruolo di bene rifugio dei titoli tedeschi, pur indebolito dalle nuove politiche di spesa del governo di Berlino, non è del tutto scomparso.

Soffrono i titoli di Spagna e Francia

Anche i Bonos spagnoli sono rapidamente andati in difficoltà a causa della guerra in Medio Oriente. L’atteggiamento di opposizione a Trump del premier spagnolo Sánchez non ha aiutato in questo frangente, ma i titoli spagnoli hanno comunque limitato l’aumento dei rendimenti rispetto ai Btp. I Bonos hanno ora un rendimento del 3,46%, con uno spread di 54 punti.

Rendimenti all’apertura del 9 marzo
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 2,85%
Btp italiani 3,56% 71
Oat francesi 3,47% 62
Bonos spagnoli 3,30% 45

Anche gli Oat francesi riescono a difendersi, limitando i rendimenti al 3,63% e di conseguenza lo spread a 71 punti base. In confronto ai principali Paesi europei, l’Italia paga lo storico debito pubblico, ma anche i dati economici meno positivi del previsto diffusi dall’Istat.

Emessi Btp Valore per oltre 16 miliardi, iniziano le nuove aste

Si è conclusa venerdì 6 marzo l’emissione dei Btp Valore, dedicati al mercato retail. L’andamento incerto dello spread durante tutta la scorsa settimana ha portato il Tesoro a ricalcolare i rendimenti reali, che erano stati anticipati lo scorso 28 febbraio:

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha registrato più di 520mila contratti, che hanno portato nelle casse dello Stato 16,2 miliardi di euro. A partire da questa settimana ricominceranno le aste regolari, con la prima che si terrà l’11 marzo. Il calendario completo per questo mese prevede:

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