Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile, con una leggera riduzione rispetto all’apertura di ieri, anche nelle prime ore di martedì 31 marzo. Il differenziale si è assestato a 95 punti base con un rendimento di meno del 4%, seguendo la traiettoria dei Bund tedeschi.
La scorsa settimana i Btp si sono dimostrati particolarmente volatili sui mercati internazionali. In parte l’instabilità era conseguenza dell’esposizione dell’Italia alla crisi energetica. Le tensioni portate dal risultato del referendum all’interno della maggioranza non hanno però aiutato a tranquillizzare i mercati.
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Spread tra Btp e Bund: le cause dell’instabilità
Dopo una settimana di estrema instabilità, in cui lo spread ha superato i 100 punti base per la prima volta da quasi un anno, il differenziale tra Btp e Bund sembra essersi stabilizzato, anche se non lontano da quella stessa soglia. All’apertura di martedì 31 marzo c’è stata un’altra leggera contrazione della distanza tra i rendimenti dei due titoli di Stato, che si è portata a 95 punti base.
L’instabilità è dovuta in buona parte alla crisi energetica. I Btp hanno reagito male all’incertezza che circonda il conflitto in Iran, soprattutto alla strategia, poco chiara, degli Stati Uniti, tra disimpegno e invasione di terra. L’Italia ha però avuto, la scorsa settimana, anche un problema aggiuntivo: il referendum.
Il risultato della consultazione sulla Giustizia ha infatti portato instabilità nella maggioranza, con anche ipotesi di voto anticipato. Una prospettiva che non piace ai mercati, che al contrario negli ultimi tre anni avevano premiato proprio la capacità del Governo Meloni di essere stabile e di avere ottime prospettive per durare l’intera legislatura, occorrenza molto rara nella politica italiana.
Lo spread di Francia e Spagna
Che l’instabilità politica abbia avuto un ruolo nell’indebolire la posizione dell’Italia lo dimostrano anche i comportamenti degli altri titoli di Stato europei. I Bonos spagnoli sono rimasti sostanzialmente alla stessa distanza dai Bund per tutta la scorsa settimana. Anche all’apertura di oggi 31 marzo, il loro spread si è mantenuto attorno ai 53 punti base.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,04% | – |
| Btp italiani | 3,99% | 95 |
| Oat francesi | 3,77% | 73 |
| Bonos spagnoli | 3,57% | 53 |
Discorso simile per la Francia, nonostante il governo di Parigi sia politicamente meno stabile di quello spagnolo e, almeno prima del referendum, anche di quello italiano. Il Paese giova però di una maggiore indipendenza energetica. Lo spread degli Oat con in Bund è calato rispetto all’apertura di lunedì, portandosi a 73 punti.
Le prossime aste dei Btp
Le aste di fine marzo sono comunque state positive per l’Italia. Il Tesoro ha ottenuto più di 21 miliardi di euro, anche se i rendimenti sono stati in rialzo per quasi tutti i prodotti finanziari proposti. Le prossime aste dei titoli di Stato italiani si terranno ad aprile e saranno:
- il 9 aprile si terrà l’asta dei Bot;
- il 10 aprile si terrà l’asta dei Btp a medio e lungo termine;
- il 24 aprile si terrà l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
- il 28 aprile si terrà una nuova asta dei Bot;
- il 29 aprile si terrà l’ultima asta del mese, sempre di Btp a medio e lungo termine.