L’atteso discorso di Donald Trump alla nazione riguardo alla guerra in Iran non ha dato seguito alle dichiarazioni che il presidente degli Stati Uniti aveva rilasciato meno di 24 ore prima. Così all’apertura del 2 aprile i mercati obbligazionari sono tornati all’instabilità che ha caratterizzato tutto il periodo della guerra in Iran. Lo spread tra Btp e Bund è arrivato a 90 punti, con i rendimenti che sono tornati vicini al 4%.
Hanno reagito allo stesso modo anche i mercati azionari e quelli energetici, con un crollo degli indici europei e un balzo del prezzo del petrolio. L’Italia ha inoltre dimostrato ancora una volta di essere maggiormente esposta rispetto ad altri Paesi e queste fluttuazioni.
Lo spread tra Btp e Bund fluttua sulle parole di Trump
Nel discorso pronunciato nella notte italiana, Trump non ha chiarito in nessun modo quale sia la strategia di uscita degli Usa dalla guerra in Medio Oriente. Ha parlato di bombardamenti che riporteranno l’Iran “all’età della pietra” e di “due o tre settimane” di operazioni, che è un orizzonte temporale che il presidente degli Usa ha utilizzato in passato in situazioni in cui non sapeva esattamente quanto una situazione potrebbe ancora durare.
Il risultato è stata un’ulteriore ondata di instabilità sui mercati obbligazionari. I rendimenti dei Btp benchmark a 10 anni sono aumentati di circa 15 centesimi di punto percentuale, sfiorando il 4%, mentre i Bund hanno di poco superato la soglia del 3%. Il risultato è uno spread a 90 punti in apertura il 2 aprile, che ha cancellato tutti i progressi fatti dal differenziale nella giornata di ieri.
Hanno reagito male anche i mercati finanziari. Tutte le borse europee hanno aperto in negativo dopo aver fatto segnare forti guadagni in chiusura nella giornata di ieri. Il petrolio greggio Brent del Mare del Nord è tornato abbondantemente sopra i 100 dollari al barile, rimanendo comunque lontano dai 120 dollari dei giorni scorsi e assestandosi attorno ai 110.
Perché Spagna e Francia sono più stabili
Anche gli spread di Spagna e Francia sono aumentati, ma in maniera meno evidente di quello italiano. I Bonos di Madrid sono passati da un differenziale di 46 punti a uno di 50, gli Oat francesi da uno di 68 a uno di 71. In generale, durante questo mese di guerra, i Btp si sono dimostrati molto più volatili degli altri titoli di Stato europei.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
|---|---|---|
| Bund tedeschi | 3,03% | – |
| Btp italiani | 3,93% | 90 |
| Oat francesi | 3,79% | 71 |
| Bonos spagnoli | 3,54% | 50 |
La ragione sta nella particolare esposizione che l’Italia ha a questa guerra. Spagna e Francia hanno investito molto rispettivamente in energie rinnovabili e nucleare e questo protegge le loro economie dalle variazioni del prezzo del gas. Questo va ad aggiungersi a una situazione di debito migliore di quella italiana e spiega perché Bonos e Oat siano più stabili dei Btp.
Le prossime aste dei Btp
Già a partire dalla prossima settimana gli effetti di questa volatilità potrebbero diventare concreti nelle aste dei Btp e dei Bot di inizio mese. I mercati europei inoltre saranno chiusi sia venerdì 3, sia lunedì 6 aprile per le festività pasquali e quindi non avranno molto tempo per adattarsi a eventuali cambiamenti. Le date delle prossime aste sono:
- il 9 aprile l’asta dei Bot;
- il 10 aprile l’asta dei Btp a medio e lungo termine;
- il 24 aprile l’asta dei Btp Short e dei Btp€i;
- il 28 aprile una nuova asta dei Bot;
- il 29 aprile l’ultima asta del mese, sempre di Btp a medio e lungo termine.