Banca Monte dei Paschi di Siena ha concluso con successo il collocamento di un’emissione di Conditional Pass Through European Covered Bond (Premium), con scadenza 22 gennaio 2030, destinata ad investitori istituzionali, per un ammontare pari a 750 milioni di euro.
I dettagli dell’emissione
I Covered bond sono stati emessi per un ammontare di 750 milioni di euro, a fronte di ordini per oltre 2,4 miliardi di euro. La cedola annuale è pari al 2,625%, il prezzo di re-offer di 99,577% corrispondente ad uno spread di 30 basis point sul tasso di riferimento, il livello più basso dall’avvio del programma di covered bond della Banca ed inferiore all’iniziale indicazione che indicava uno spread di 37 basis point.
Le condizioni definitive dell’emissione sono significativamente migliorative rispetto ai Covered Bond con scadenza più lunga (5 anni e 7 mesi) emessi dalla Banca a giugno 2025, che pagava uno spread di 54 basis point rispetto al tasso di riferimento. Secondo la banca il miglioramento dei arametri economici è una “dimostrazione dell’apprezzamento del percorso di crescita del Gruppo MPS rafforzatosi ulteriormente a seguito dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulle azioni di Mediobanca”.
L’emissione, quotata presso la Borsa di Lussemburgo, ha un rating atteso pari a Aa2 / AA+ / AA(High) presso Moody’s, Fitch e Morningstar DBRS.
Domanda sempre robusta e diversificata
L’operazione di MPS ha riaperto il segmento dei covered bond di emittenti italiani per il 2026, in un contesto di mercato primario caratterizzato da volumi eccezionalmente elevati.
La domanda per il convered bond di Monte Paschi è stata ampia e diversificata. Gli ordini sono pervenuti da parte di oltre investitori, sia italiani che internazionali. La distribuzione geografica vede la presenza di investitori italiani con il 36% ed esteri, tra cui paesi nordici con il 28%, Regno Unito con il 16%, Germania, Austria e Svizzera con il 15%, Francia, Spagna e altri circa il 5%.
Ripartono i grandi collocamenti delle società italiane
Banca Monte dei Paschi non è l’unica ad aver piazzato un bond in questo fruttuoso inizio d’anno, complice anche la caduta dello spread tricolore al di sotto dei 60 punti.
Nei primi quindici giorni dell’anno, diverse società hanno portato a termine collocamento con un certo successo ed una domanda robusta, che conferma l’interesse degli investitori per l’Italia. Fra queste, INWIT ha concluso con successo un’emissione aggiuntiva, per un importo nominale di 150 milioni di euro, a condizioni in miglioramento rispetto all’emissione originaria, a fronte di una domanda complessiva superiore a 650 milioni di euro.
UniCredit ha collocato strumenti Additional Tier 1 destinati a investitori istituzionali per un totale di 1 miliardo di euro, sollecitando una domanda di oltre 4 miliardi di euro e spuntando un reset spread di 301,3 punti base, il più basso di sempre per UniCredit e il più basso nell’attuale mercato AT1 in euro.
Anche Eni ha annunciato un’emissione obbligazionaria subordinata ibrida perpetua, per un valore nominale di 1 miliardo di euro, che ha ricevuto ordini per oltre 6 miliardi di euro, principalmente da Regno Unito, Germania, Francia e Italia.
Enel ha ha lanciato con successo nuovi prestiti obbligazionari subordinati ibridi, perpetui, non convertibili, per un ammontare complessivo pari a 2 miliardi di euro, ricevendo richieste di sottoscrizione in esubero per più di 7 volte e totalizzando ordini per un importo pari a circa 14 miliardi di euro al picco della domanda.
Infine, Snam ha annunciato il collocamento di green bonds convertibili in azioni ordinarie esistenti di Italgas, per un importo totale di 500 milioni di euro.