Intesa Sanpaolo ha rilasciato i risultati del primo semestre 2026. La banca ha chiuso il periodo con un utile netto di 5.554 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 5.216 miliardi dello stesso semestre del 2025 (+6,5%), mentre i proventi operativi netti si sono attestati a 14.533 miliardi di euro, in aumento del 5,3% su base annua.
Il risultato della gestione operativa è stato pari a 9.311 miliardi di euro, con costi operativi pari a 5.222 miliardi e un cost/income del 35,9%, in miglioramento rispetto al 38,1% registrato dodici mesi prima. La banca ha inoltre alzato la guidance, prevedendo ora un utile netto 2026 ben oltre i 10 miliardi di euro, con una distribuzione di capitale cash pari ad almeno 8,2 miliardi di euro, cui si aggiunge il buyback da 2 miliardi previsto nel 2027 subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari.
Utile e ricavi crescono nel semestre
Questo primo semestre ha evidenziato un andamento positivo dei principali indicatori economici del gruppo. L’utile netto di 5.554 miliardi di euro si confronta con i 5.216 miliardi dello stesso periodo del 2025, segnando una crescita del 6,5%, mentre i proventi operativi netti sono passati da 13.795 a 14.533 miliardi di euro. Il risultato corrente lordo è stato pari a 8.617 miliardi, rispetto ai 7.944 miliardi dell’anno precedente (+8,5%), mentre il risultato della gestione operativa ha raggiunto 9.311 miliardi, in aumento del 9,1%.
Sul fronte dei costi, le spese operative si sono attestate a 5.222 miliardi di euro, contro 5.260 miliardi del primo semestre 2025 (-0,7%). Il rapporto cost/income si è così attestato al 35,9%, confermando uno dei livelli di efficienza più elevati tra le principali banche europee.
Margine di interesse, commissioni e assicurazioni
Il margine di interesse si è attestato a 7.480 miliardi di euro, rispetto ai 7.432 miliardi dello stesso periodo del 2025 (+0,6%). Le commissioni nette hanno raggiunto 5.131 miliardi di euro, contro 4.891 miliardi dell’anno precedente (+4,9%), mentre il risultato dell’attività assicurativa è salito a 973 milioni di euro, rispetto ai 922 milioni del primo semestre 2025 (+5,5%). Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value è cresciuto fino a 905 milioni di euro, contro 552 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.
Crediti, capitale e qualità degli attivi
Il Common Equity Tier 1 ratio (CET1) si è attestato al 13,1%, rispetto al 13,2% di fine 2025, mantenendosi ampiamente sopra il requisito SREP del 9,96%. Il Tier 1 ratio è risultato pari al 15,9%, mentre il Total Capital Ratio ha raggiunto il 19%.
Sul fronte della qualità del credito, i crediti deteriorati netti sono risultati pari a 3.997 miliardi di euro, mentre l’NPL ratio è stato pari allo 0,9% netto (0,8% secondo la metodologia EBA) e all’1,8% lordo (1,6% EBA). Il costo del rischio annualizzato si è attestato a 20 punti base, mentre la copertura dei crediti deteriorati è salita al 50,1%, con quella delle sofferenze al 69,2%.
Guidance, dividendi e prospettive
Contestualmente ai risultati del semestre, Intesa Sanpaolo ha rivisto al rialzo gli obiettivi per l’intero esercizio. Il management prevede ora un utile netto 2026 ben oltre i 10 miliardi di euro, rispetto al precedente obiettivo di circa 10 miliardi, sostenuto dalla crescita delle commissioni, dalla resilienza del margine di interesse e dal mantenimento di un costo del rischio contenuto.
La banca ha inoltre confermato una politica di remunerazione degli azionisti particolarmente generosa, prevedendo almeno 8,2 miliardi di euro di dividendi cash riferiti al 2026 e annunciando l’intenzione di distribuire un ulteriore buyback da 2 miliardi di euro nel 2027, subordinatamente alle autorizzazioni della BCE. Contestualmente, il gruppo mantiene una solida generazione di capitale, con un CET1 ratio del 13,1% già calcolato dopo aver dedotto 5,3 miliardi di euro di distribuzioni maturate nel semestre e il programma di riacquisto di azioni proprie da 2,3 miliardi avviato a luglio.