Borsa: comparto immobiliare ben comprato con cenni crescita settore

L'indice FTSE Italia All Share Real Estate italiano invece mostra un deciso progresso del +5,6%, performando meglio dell'indice Stoxx 600 Real Estate, che ha registrato un rialzo più contenuto del 2,9% su base settimanale

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Redazione

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Settimana positiva per il comparto immobiliare italiano, sostenuto dalle brillanti performance di Aedes e IGD, e che fa meglio del settore a livello europeo. Banche centrali in primo piano, soprattutto la Federal Reserve, che guarderà con particolare attenzione al report del mercato del lavoro di febbraio in calendario il 6 marzo, in vista della prossima riunione del FOMC di metà marzo. Sul fronte macroeconomico, oltreoceano rallentano le domande di mutuo e gli indici FHFA e S&P Case-Shiller hanno rilevato un aumento delle quotazioni lo scorso dicembre.

Le novità dalle Banche centrali

In un discorso preparato per un evento a Washington con la National Association for Business Economics, il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha affermato che la sua decisione di sostenere o meno un taglio dei tassi di interesse alla prossima riunione di politica monetaria del Federal Open Market Committee del 17-18 marzo dipenderà dai prossimi dati sul mercato del lavoro. Waller ha affermato che potrebbe essere opportuno mantenere i tassi invariati alla prossima riunione, se i dati sul mercato del lavoro di febbraio indicheranno, come a gennaio, una diminuzione dei rischi al ribasso per il mercato del lavoro.

Come emerso dai verbali della riunione del Federal Open Market Committee di fine gennaio, Waller aveva espresso dissenso rispetto alla decisione del FOMC di lasciare invariato il tasso di riferimento, affermando di preferire una riduzione di un quarto di punto a causa dei segnali di debolezza del mercato del lavoro.

Non quindi resta che aspettare il prossimo job report di febbraio, che il Bureau of Labor Statistics pubblicherà il 6 marzo 2026. Pochi giorni dopo sarà pubblicato l’indice dei prezzi al consumo di febbraio, in calendario l’11 marzo, ovvero una settimana prima della prossima riunione del FOMC, e che, insieme al rapporto sul lavoro, ha rimarcato il governatore, “costituirà una base importante per il mio giudizio sull’orientamento appropriato della politica monetaria”.

Spostandoci al di qua dell’Atlantico, il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, ha definito “una questione genuinamente aperta” la possibilità di un taglio dei tassi di interesse già nella riunione del prossimo 19 marzo. Intervenendo davanti alla Commissione del Tesoro del Parlamento britannico, Bailey ha spiegato che serviranno ulteriori segnali di raffreddamento dell’inflazione per poter valutare un allentamento della politica monetaria, nonostante il recente calo dell’indice dei prezzi al consumo.

L’inflazione complessiva è scesa al 3% a gennaio, in linea con le attese della banca centrale, e la BoE prevede un ritorno verso il target del 2% nei dati di aprile. Tuttavia, il governatore ha sottolineato come l’inflazione dei servizi – considerata un indicatore chiave delle pressioni interne sui prezzi – sia rimasta più alta del previsto, al 4,4% contro una stima del 4,1%. Un rallentamento meno marcato del previsto che, secondo Bailey, richiede prudenza.

I dati macro della settimana

Prezzi in aumento, ma meno del previsto, nell’immobiliare statunitense nel mese di dicembre. L’indice FHFA elaborato dalla Federal Housing Finance Agency, che misura i prezzi delle abitazioni statunitensi, ha registrato un incremento mensile dello 0,1%, dopo il +0,7% registrato nel mese precedente e contro il +0,3% stimato dagli analisti. Su base annua l’indice, calcolato sui prezzi dichiarati degli immobili all’accensione del mutuo presso Fannie Mae e Freddie Mac, è salito dell’1,8% rispetto al +2,1% del mese precedente.

Quotazioni in aumento anche secondo quanto rilevato dall’indice S&P Case-Shiller, che misura l’andamento dei prezzi nelle principali venti aree metropolitane degli Stati Uniti: ha evidenziato un incremento su base annua dell’1,4% come nel mese precedente e sopra il +1,3% atteso dal consensus. Su base mensile si registra un calo dello 0,1% contro la variazione nulla di novembre. L’indice destagionalizzato ha riportato una salita dello 0,3% su base mensile come nel mese precedente.

Rallentano le domande di mutuo negli Stati Uniti. Nella settimana al 20 febbraio, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario ha registrato un incremento dello 0,4%, dopo il +2,8% registrato la settimana precedente. L’indice relativo alle richieste di rifinanziamento è salito dello 0,35%, mentre quello relativo alle nuove domande è diminuito del 4,7%. Lo ha reso noto la Mortgage Bankers Associations (MBA), indicando che i tassi sui mutui trentennali sono scesi al 6,09% dal 6,17% precedente.

Le novità dal settore

“Per il 2026 le prospettive per la nostra economia vedono una crescita attesa del Pil italiano dello +0,8%. Nel 2025 alcuni comparti industriali hanno sofferto, automotive e moda in particolare e anche il commercio ha evidenziato un trend in chiaroscuro con nuove tendenze di consumo, una maggiore attenzione da parte dei consumatori e una affermazione costante di attività che erogano servizi alle persone e alle imprese – ha affermato Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa. – L’attrattività turistica del nostro Paese rappresenta un buon sostegno per il commercio e la ristorazione. I dati sulle compravendite degli immobili per l’impresa nei primi nove mesi del 2025 evidenziano un aumento dei volumi per i negozi (+8,3%) e per gli uffici (+2,2%), mentre si segnala una contrazione per il settore produttivo (-0,5%). Il settore degli uffici ha registrato un buon andamento con compravendite in crescita, spesso finalizzate al cambio d’uso in residenziale”.

Nella view di Tecnocasa, i capannoni sperimenteranno ancora una carenza di offerta; i negozi avranno una buona tenuta nelle vie di passaggio ad alto transito; gli uffici di nuova costruzione, ben posizionati, con ottimi collegamenti e serviti, saranno in testa alla ricerca degli investitori e delle aziende con il rispetto di criteri Esg tra i driver della scelta.

“Guardando al futuro – ha concluso Megliola – ci aspettiamo un recupero delle compravendite di negozi (da +5% a +7%) e un lieve calo per i capannoni. Pur restando un clima di incertezza globale che potrebbe influenzare le scelte delle imprese e degli investitori, si prevede un lieve calo dal -2% a 0% per negozi e uffici mentre per i capannoni un recupero di prezzi e locazioni (da 0% a +2%)”.

L’andamento del settore in Borsa

Il settore immobiliare in Borsa ha vissuto una settimana positiva, facendo meglio dell’indice paneuropeo Stoxx 600 Real Estate, che ha registrato un rialzo evidente seppure più contenuto (intorno al +2,9% su base settimanale).

L’indice FTSE Italia All Share Real Estate italiano invece mostra un deciso progresso del +5,6%, performando nettamente meglio anche dell’indice di mercato FTSE MIB che registra un rialzo dell’1,7%.

Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, performance esplosiva per Aedes, che mette a segno un progresso del 23,9% su base settimanale, dopo avere concluso l’aumento di capitale per un controvalore di circa 5 milioni.

Segue a distanza IGD, che avanza del 7,1%, sostenuta dal rialzo del target price a 5 euro da parte di Intermonte in scia al solido slancio operativo e alla guidance prudente. Inoltre, IGD si è aggiudicata un finanziamento secured per 165 milioni da pool banche.

In frazionale rialzo di mezzo punto percentuale Abitare In. In calo frazionale Gabetti (-0,3%) e Brioschi (-0,8%). Cali più sostenuti per Risanamento (-1,7%) e Next Re (-2,0%).

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