Alphabet (Google) vola su nuovo record di 4.000 miliardi di dollari

È la terza società quotata sul Nasdaq a raggiungere questo traguardo motivato dalla corsa allo sviluppo dell'AI

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Redazione

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Alphabet entra nel terzetto delle superstar del listino tecnologico USA, classificandosi come terza società ad entrare nel club dei “4 trilioni di dollari” di capitalizzazione. Prima della casa madre di Google, avevano raggiunto questo record Nvidia, l’ormai regina dell’Intelligenza artificiale grazie ai suoi chip super performanti, e l’incontrastata Apple, sempre sulla cresta dell’onda, che ha abbracciato da subito il megatrend dell’AI.

L’exploit di Alphabet

Le azioni Alphabet hanno chiuso le contrattazioni regolari a 332,73 dollari, in rialzo dell’1,09%, mettendo a segno un buon progresso anche durante la sessione serale della Borsa USA, sino a 334,18 USD (+0,44%). Ai prezzi di chiusura del mercato diurno, la capitalizzazione del titolo risulta pari a 4,01 trilioni di dollari, attestando la big del web come terza società a conquistare il podio sul mercato del Nasdaq.

Segue lo strappo di Nvidia e Apple

Prima di Alphabet, il traguardo dei 4.000 miliardi di capitalizzazione era stato conquistato nell’ordine da Nvidia, che poggi quota 184,94 dollari, per un valore economico complessivo di 4,49 trilioni di dollari, ed Apple, che oggi scambia a 260,25 dollari ed ha già ritracciato a 3,83 trilioni di dollari, dopo aver superato il traguardo dei 4 trilioni il 21 novembre 2025.

Il rally motivato da Gemini 3

A innescare il rally è stato il successo di Gemini 3, l’ultimo chatbot di Google elogiato dal settore per la velocità e le avanzate capacità creative. Questa accelerazione tecnologica ha permesso ad Alphabet di riprendere un vantaggio competitivo netto nella corsa globale all’IA, consolidando la fiducia del mercato nel suo modello di business.

Ad alimentare ulteriormente l’ottimismo è stato l’annuncio ufficiale di Apple, che ha scelto la tecnologia di Google per potenziare il suo assistente virtuale. Entro la fine dell’anno, le funzionalità di Gemini verranno integrate nell’ecosistema di Cupertino per supportare la nuova generazione di Siri. In una nota rilasciata alla CNBC, Apple ha spiegato che la tecnologia di Google è stata ritenuta “la base più solida” per i propri modelli fondamentali. La partnership pluriennale si poggerà sull’integrazione tra i modelli Gemini e l’infrastruttura cloud di Google, promettendo di sbloccare esperienze innovative per gli utenti iPhone.

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