Dl Accise, stop agli emendamenti su ravvedimento speciale e pignoramenti

Nel Dl Accise l’emendamento Lotito avrebbe riaperto il ravvedimento speciale per le partite Iva aderenti al concordato preventivo biennale

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Dal Dl Accise sparisce l’emendamento che avrebbe riaperto il ravvedimento speciale per le partite Iva aderenti al nuovo concordato preventivo biennale. Il testo non ha superato il passaggio in Commissione Finanze del Senato.

Stop anche all’emendamento relativo al blocco del pignoramento dei conti correnti. Il freno è arrivato dal Governo.

Dl Accise, cosa prevedeva l’emendamento di Lotito

La proposta era stata presentata a prima firma del senatore Claudio Lotito di Forza Italia, ma si è affossata per problemi di copertura finanziaria.

La misura prevedeva la possibilità per i contribuenti soggetti agli Isa (gli Indici sintetici di affidabilità fiscale) che aderiscono al concordato per il biennio 2026-2027, anche attraverso il rinnovo dell’adesione al biennio 2024-2025, di accedere al regime di ravvedimento speciale.

Ma per Lotito e gli altri firmatari non tutto è perduto: secondo quanto riferito dal presidente della Commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, l’emendamento sarà trasformato in un ordine del giorno e, come ha spiegato lo stesso Garavaglia, “il Governo si è impegnato a trovare una soluzione”.

La proposta ritirata consentiva ai soggetti Isa che aderiscono al concordato preventivo biennale di “adottare il regime di ravvedimento”, attraverso il versamento dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il concordato preventivo biennale, lo si ricorda, è il meccanismo fiscale che permette a imprese e lavoratori autonomi di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per il periodo di riferimento.

Ritirato emendamento sul pignoramento dei conti correnti

È poi stato ritirato l’emendamento al Dl Accise ter della Lega che bloccava il pignoramento dei conti correnti se contemporaneo al pagamento delle rate delle definizioni agevolate.

Dal Governo, riporta l’Ansa, sarebbe arrivato un parere negativo sempre per problemi di coperture, ma anche osservazioni da parte del ministero della Giustizia. Per ora, dunque, le regole sui pignoramenti restano quelle vecchie.

Quello del pignoramento dei conti correnti è un tema sempre più di stretta attualità: si pensi che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sta potenziando il ricorso a questo strumento per il recupero dei crediti fiscali.

Secondo quanto stimato, entro la fine del 2026 potrebbero essere emesse tra 100mila e 120mila procedure di pignoramento presso terzi. La maggior parte delle procedure saranno notificate in Lombardia, Lazio e Campania.

Altri provvedimenti

Nel Dl Accise hanno trovato accoglimento due emendamenti. Uno è relativo alla seconda versione del testo sul telemarketing. Vengono, in sintesi, introdotte strette alle comunicazioni come le sollecitazioni telefoniche o per messaggio successive ai primi contatti.

E per quanto riguarda la definizione agevolata delle cartelle esattoriali, si allungano i termini per aderire alla rottamazione quinquies e alle definizioni degli enti locali.

E c’è l’ok al credito di imposta per l’autotrasporto dei passeggeri su autobus chiesto da pezzi di maggioranza e opposizione.

Ritirato invece l’emendamento della Lega che escludeva sanzioni per i benzinai in caso di omessa, errata o tardiva trasmissione dei dati sui corrispettivi giornalieri in caso di discrepanze fra i pagamenti elettronici effettuati e quelli comunicati non superiori al 5 per cento.

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