Carburanti, Cdm approva il taglio delle accise: quanto potrebbero costare benzina e diesel

Il Consiglio dei ministri approva la proroga del taglio delle accise da 24,4 centesimi al litro: la nuova scadenza è fissata al 1° maggio

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Il Governo Meloni prova a mettere un argine al caro carburanti: nella mattinata di venerdì 3 aprile 2026 un Consiglio dei ministri lampo ha deciso di prorogare il taglio delle accise su benzina e gasolio, che era in scadenza il 7 aprile.

La misura, introdotta il 18 marzo, ha garantito uno sconto di 24,4 centesimi al litro. Ora la nuova scadenza è fissata al 1° maggio 2026. Il Governo punta così a favorire i cittadini in vista di una serie di festività che prevedono ponti e gite fuoriporta: Pasqua, pasquetta, 25 aprile e Festa dei lavoratori.

Cdm sul taglio delle accise

Il Cdm è iniziato alle 9:00 per durare meno di una quarantina di minuti. Approvato, dunque, il nuovo decreto carburanti contenente la proroga del taglio delle accise fino al prossimo 1° maggio.

Così ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa:

Abbiamo appena approvato un decreto legge con cui proroghiamo la riduzione delle accise già in essere al primo maggio, c’è un intervento mirato per le aziende agricole cui viene esteso il credito di imposta al 20% che era previsto inizialmente soltanto per le aziende della pesca.

E ancora:

Il decreto recepisce l’accordo con le associazioni preso in settimana su Transizione 5.0 al ministero delle Imprese. C’è un intervento anche su Simest per le imprese che lavorano sull’export.

I prezzi di benzina e diesel

I prezzi di benzina e gasolio mordono il portafoglio: circa 1,73 euro al litro per la benzina e poco sopra i 2 euro per il diesel.

Come è noto a chiunque abbia fatto rifornimento ultimamente, una quota significativa dello sconto statale già approvato è già stata mangiata dai rincari. In particolare sul diesel, dove l’aumento delle quotazioni internazionali ha ridotto quasi completamente il beneficio per gli automobilisti. Ed è proprio questo il motivo principale per cui il Governo ha voluto la proroga.

Quanto potrebbero costare benzina e diesel

Il punto fondamentale riguarda cosa accadrà ai prezzi dei carburanti nelle prossime settimane.

Se il taglio delle accise fosse decaduto, l’effetto sarebbe stato immediato e visibile sui cartelloni dei distributori. La benzina sarebbe tornata rapidamente a sfiorare i 2 euro al litro, mentre il gasolio avrebbe rischiato di superare quota 2,3 euro. In quest’ultimo caso si sarebbe trattato di un livello superiore ai picchi registrati nel 2022, nel pieno della crisi energetica.

Il Governo ha inteso scongiurare tale scenario, soprattutto per l’impatto a catena su trasporti e inflazione.

Con l’ok al taglio in Cdm i prezzi dovrebbero restare più contenuti, ma non necessariamente stabili. La benzina potrebbe oscillare tra 1,70 e 1,80 euro al litro, mentre il diesel resterebbe intorno ai 2 euro o di poco sopra. In altre parole, il taglio servirebbe più a limitare i danni che a invertire la tendenza.

Le variabili: guerra, mercati e speculazioni

Il contesto non è dei migliori: la guerra in Iran e la crisi dello Stretto di Hormuz hanno spinto verso l’alto le quotazioni del petrolio, con effetti particolarmente pesanti sul gasolio.

Non a caso il Ministero delle Infrastrutture sta lavorando anche su altri fronti. Tra le ipotesi, c’è quella di introdurre uno sconto aggiuntivo di 5 centesimi al litro in autostrada e un nuovo confronto con le compagnie petrolifere per evitare aumenti ingiustificati.

Misure che, se confermate, potrebbero dare un piccolo sollievo in più, soprattutto nei giorni di maggiore traffico come il ponte di Pasqua.

Quanto costa intervenire sui prezzi alla pompa

La proroga del taglio delle accise non è però una scelta a costo zero. Estendere la misura fino alla fine di aprile richiede almeno mezzo miliardo di euro. Bisognerà capire a quali altri settori verranno tolte le risorse per dirottarle sul taglio delle accise.

Il precedente taglio delle accise, messo in atto il 18 marzo, è costato 527,4 milioni di euro. Le risorse sono state reperite tramite pesanti tagli in numerosi settori: il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha perso 127,5 milioni, quello delle Infrastrutture e dei Trasporti ne ha persi 96,5 e quello della Salute 86,05. Stabiliti poi tagli tra 25 e 30 milioni anche per Esteri, Istruzione, Interni, Università e ricerca, Agricoltura e Cultura.

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