Non basta il possibile rinvio al 2034 della Galleria di Base del Brennero. A complicare ulteriormente lo scenario c’è il blocco politico che ha colpito la tratta d’accesso in Germania: l’anello mancante senza il quale l’intera infrastruttura rischia di restare sottoutilizzata.
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Il progetto bocciato
Il piano elaborato dalla Deutsche Bahn è stato respinto dal governo regionale bavarese. Il progetto prevedeva il potenziamento di circa 50 chilometri di ferrovia fino a Kufstein, lungo il tratto tedesco dell’asse del Brennero.
Le forze politiche locali, CSU e Freie Wähler, chiedono modifiche sostanziali:
- più tratti in galleria;
- maggiori misure di protezione acustica;
- una tutela più rigorosa del paesaggio.
Ma la richiesta principale riguarda il passaggio sotterraneo dell’Inn, a nord di Rosenheim. Un intervento che comporterebbe costi e tempi molto più elevati rispetto al progetto originario.
Il risultato è il congelamento di un investimento complessivo da 15 miliardi di euro. L’esame del progetto al Bundestag, inizialmente previsto per la primavera 2026, è stato nuovamente rinviato. In questo clima di stallo, il ministro federale dei Trasporti Patrick Schnieder (CDU) ha deciso di delegare la questione alla commissione parlamentare dei trasporti, una scelta accolta con scetticismo dagli osservatori.
Il rischio del collo di bottiglia
Le conseguenze di questo stallo politico-amministrativo potrebbero essere pesanti per l’intero sistema di mobilità alpino. Senza il potenziamento della tratta sul versante tedesco, il Tunnel del Brennero entrerebbe in funzione senza un collegamento adeguato oltre confine. In pratica, un’autostrada ferroviaria sotterranea destinata a finire nel nulla.
Gli esperti parlano di un potenziale collo di bottiglia per il traffico merci su rotaia. Secondo la Tiroler Tageszeitung, l’entrata in funzione della tratta potenziata prima del 2050 è ormai considerata irrealistica. Un orizzonte che, almeno nel breve e medio periodo, rende di fatto vano l’obiettivo principale dell’opera: trasferire il traffico pesante dalla strada alla ferrovia lungo l’asse del Brennero.
A peggiorare ulteriormente la situazione c’è un altro fattore critico. Dal 2028 la tratta Monaco-Rosenheim sarà completamente chiusa per cinque mesi. La capacità ferroviaria sull’asse si ridurrà del 50%: metà dei treni non potrà circolare, con deviazioni che potranno raggiungere i 600 chilometri aggiuntivi, passando per Passau e Tarvisio.
Il rinvio al 2034
C’è poi un’ulteriore cattiva notizia, uscita nelle scorse settimane. La Galleria di Base del Brennero, inizialmente prevista per il 2032, potrebbe slittare al 2034. A riportarlo è sempre la Tiroler Tageszeitung, che segnala ritardi legati soprattutto alle procedure ancora in corso per l’attrezzaggio ferroviario.
Nel frattempo, i costi complessivi del progetto sono saliti a circa 10,5 miliardi di euro. La cifra include anche gli appalti per le forniture tecnologiche interne, che da soli valgono circa 1,5 miliardi. A questi si aggiunge un periodo obbligatorio di collaudo e pre-esercizio di circa un anno prima dell’entrata in servizio.
L’assessore provinciale altoatesino Daniel Alfreider ha confermato il nuovo orizzonte temporale, ribadendo che l’opera resta “fondamentale per la mobilità del futuro”. Tuttavia, con la tratta tedesca ancora bloccata, il 2034 rischia di essere solo la prima di una serie di scadenze destinate a slittare.
Lo scenario più realistico, al momento, resta anche il più paradossale: il Tunnel del Brennero potrebbe aprire senza che la Germania abbia ancora deciso quale ferrovia costruire per collegarlo.