Allarme temporale in Italia dopo giorni di caldo intenso. Il Paese si prepara a un brusco cambio di scenario, con le giornate del 15 e 16 luglio caratterizzate da forti rovesci al Nord. Finalmente si riuscirà a respirare meglio? Vero, ma a che prezzo?
Si prevedono infatti grandine, nubifragi e raffiche di vento. Un peggioramento che porterà di ceto sollievo dall’afa ma che, al tempo stesso, causerà danni concreti. A rischio case e automobili, con alcune zone più a rischio di altre. Ecco quali sono e cosa fare se il maltempo provoca distruzione. Sapere come muoversi tra assicurazioni e risarcimenti, infatti, può fare nettamente la differenza per il proprio portafogli.
Indice
Allarme temporale estremo: le aree a rischio in Italia
A essere preoccupato dall’ondata di maltempo è prevalentemente il Nord, con un fronte instabile proveniente dalla Francia. Secondo le previsioni, le regioni più esposte in questa fase sono:
- Piemonte;
- Lombardia;
- Veneto;
- Emilia-Romagna.
Nello specifico è il Triveneto a essere indicato come area a maggior rischio. Possibili temporali inoltre anche su Milano in tarda serata, mentre la Val d’Aosta è stata tra le prime a sperimentare il nuovo corso climatico di questi giorni.
È stata intanto diramata un’allerta gialla per il Veneto e gran parte dell’Emilia-Romagna. Gli esperti parlano di temporali forti o violenti, con possibilità di grandine anche di grandi dimensioni, nubifragi, fulmini e colpi di vento. Il tutto durerà fino a domenica.
Danni all’auto, cosa fare
In alcune Regioni il terrore della grandine è decisamente reale. I danni alle auto non si contano più, anno dopo anno, il che ha avuto un impatto anche sulle tariffe delle assicurazioni. La prima cosa da fare è ovviamente verificare la propria polizza.
Il risarcimento è possibile solo se è stata sottoscritta una specifica garanzia che copre gli eventi atmosferici o catastrofali. Qualcosa che in genere non è “di base” nelle Rc auto. Avendo tale copertura, va aperta subito una pratica con la compagnia.
Diverso il caso in cui il veicolo, parcheggiato su strada, venga colpito da un albero o da un ramo caduto. Le assicurazioni dei consumatori spiegano infatti che occorre rivolgersi all’ente che gestisce quell’area (di norma coperto da assicurazione). Si procede allora ad aprire la richiesta anche con l’aiuto di un legale o un’associazione di tutela, attendendo risposta dalla compagnia.
Danni alla casa, come muoversi
Anche per l’abitazione danneggiata il discorso ruota intorno alla copertura assicurativa. Qualora il temporale avesse generato dei gravi problemi, come infiltrazioni, tetti scoperchiati o vetri rotti, bisogna controllare se la polizza includa gli eventi catastrofici o atmosferici. In caso positivo, si proceda rapidamente ad aprire una pratica.
Se invece il danno è provocato da una proprietà altrui, il discorso cambia. Pensiamo ad esempio a una tegola scaraventata lontano o a pezzi di tetto del vicino finiti sulla propria abitazione. Occorre individuare il proprietario responsabile, il che non è sempre semplice, chiedendogli il risarcimento. Qualcosa che, si spera, potrà essere gestito tramite compagnia assicurativa. In caso contrario, invece, saranno i rispettivi legali a confrontarsi.
Gli errori da evitare
Il rischio forte maltempo in Italia è sempre più concreto, considerando l’evidente trasformazione in atto del clima. In questi casi la cosa più importante è documentare. Come ricorda Adiconsum, è fondamentale fotografare subito i danni, non effettuare riparazioni prima del sopralluogo del perito e conservare con cura preventivi, fatture e ricevute delle spese sostenute.
Tutta la documentazione servirà infatti a sostenere la richiesta di risarcimento. In caso di dubbi o difficoltà con la compagnia, ci si può rivolgere a un’associazione di tutela dei consumatori, che può affiancare il cittadino nell’apertura e nella gestione della pratica.