Sono diversi i senatori e i deputati che non hanno partecipato ai lavori parlamentari quest’anno. Sebbene non sia possibile ad oggi stabilire il motivo dell’assenza dall’analisi pubblicata da Ansa (poiché nel monitoraggio si è tenuto conto anche dei periodi di congedo e delle missioni istituzionali), sono emersi casi in cui la percentuale di non partecipazione arriva quasi al 100%.
C’è chi non salta praticamente una votazione e chi, invece, nell’arco della legislatura ha partecipato solo a una piccola parte degli scrutini elettronici.
Indice
Assenze in Parlamento, chi ha saltato più votazioni
Sulla base dei dati relativi alle votazioni elettroniche dall’inizio della legislatura (e aggiornati alla prima parte del 2026):
- Antonio Angelucci, deputato della Lega, è il politico ad aver raggiunto il tasso di assenza maggiore, pari al 99,39%. Si tratta della percentuale più alta tra i deputati considerati nella classifica, che assume rilievo soprattutto perché Angelucci, a differenza di altri parlamentari, non ha registrato partecipazioni a missioni;
- al secondo posto per assenze si trova Marta Fascina, deputata di Forza Italia e ultima compagna di Silvio Berlusconi, con un tasso di assenza dell’87,77%, corrispondente a quasi 16.000 votazioni saltate. All’agenzia, inoltre, risultano zero assenze giustificate.
La classifica delle assenze al Senato presenta numeri meno estremi rispetto a quelli osservati alla Camera. Escludendo i cinque senatori a vita:
- la percentuale più elevata di assenze è quella di Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 Stelle, che ha saltato il 38,96% delle votazioni. In questo caso, tuttavia, il numero non può essere interpretato senza considerare la sua funzione di presidente della Commissione di Vigilanza Rai, incarico che comporta impegni specifici e può incidere sulla presenza alle votazioni in Aula;
- al secondo posto della graduatoria delle assenze c’è Giusy Versace, oggi confluita in Noi Moderati dopo l’esperienza con Azione, con un tasso del 35,95%;
- il terzo posto spetta invece all’ex presidente del Senato Marcello Pera, che presenta un tasso di assenza del 35,70%.
La classifica dei leader di partito: chi ha fatto più assenze
Se si restringe l’analisi ai principali leader politici, il quadro cambia (anche se occorre tenere conto delle attività di partito, degli impegni sul territorio e, soprattutto, degli incarichi istituzionali). Fatte queste premesse, tra i leader che non ricoprono ruoli di governo:
- il dato peggiore riportato da Ansa riguarda Giuseppe Conte. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha saltato l’83,14% delle votazioni;
- segue la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, con un tasso di assenza dell’81%. La differenza rispetto a Conte è quindi di poco più di due punti percentuali;
- Matteo Renzi presenta un tasso di assenza del 31,80%, mentre Calenda si ferma al 16,88%. Apparentemente, dunque, il leader di Azione risulta molto più presente in Aula. Ma guardando il numero delle votazioni effettivamente effettuate, la situazione diventa più articolata, poiché Renzi ha partecipato a 4.157 votazioni, contro le 3.484 di Calenda. La spiegazione è legata soprattutto alle missioni. Calenda, infatti, ne ha registrate 3.185, quasi 2.000 in più rispetto all’ex presidente del Consiglio.
Infine, tra i vertici dell’area progressista, i due co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, fanno registrare rispettivamente il 67,39% e il 58,73% di presenze alle votazioni. Mentre sul fronte del centrodestra, tra i leader non impegnati in ruoli di governo, spicca Maurizio Lupi. Il leader di Noi Moderati presenta una percentuale di partecipazione del 92,63%. Secondo Ansa, il risultato è favorito dall’elevato numero di missioni riconosciute dalla Presidenza della Camera.