Le stime dei danni del ciclone Harry continuano ad aumentare e solo per la regione Sicilia la cifra è salita a circa 2 miliardi di euro. I danni maggiori sono stati riscontrati lungo la costa ionica, nel Catanese e nelle aree turistiche. Impressionanti anche i danni a Niscemi, dove la frana continua ad allargarsi e ad aumentare il numero degli sfollati. L’impatto economico è devastante per il piccolo comune in provincia di Caltanissetta, per il quale arriva la proposta di una sospensione delle rate dei mutui e altri incentivi alle attività.
La visita di Giorgia Meloni è stata comunque all’insegna delle polemiche. Giunta a Niscemi ha incontrato (per modo di dire, visto che era circondata da un folto gruppo di uomini della sicurezza) la popolazione locale, che l’ha accusata di essere arrivata in ritardo e di aver fatto solo la solita passerella politica. Meloni è salita su un elicottero, ha visionato la frana, per poi dichiarare: “di persona è tutto ancora più impressionante” e promettere che “quanto accaduto nel 1997 non si ripeterà”.
Il problema del 1997 è stato lo stanziamento, arrivato dopo decenni, degli indennizzi per la popolazione colpita dalla frana. Il governo, ha assicurato, si muoverà velocemente. Come prima azione sono stati sbloccati e messi in campo circa 90 milioni di euro per le prime emergenze. Si attendono i bandi per i ristori, con contributi non inferiori a 5.000 euro per i cittadini danneggiati, misure a fondo perduto per le attività commerciali e balneari e c’è anche chi chiede di dirottare i miliardi destinati al Ponte sullo Stretto per l’emergenza in corso.
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Indice
Aiuti per Niscemi: cosa ha promesso Meloni
La premier Giorgia Meloni è volata a Niscemi, comune in provincia di Caltanissetta coinvolto in un’impressionante frana. Dopo il sopralluogo, Meloni ha dichiarato che quanto accaduto nel 1997 non si ripeterà.
Rimasta colpita dai danni subiti dal Comune, ha parlato di un governo che agirà in maniera celere e che non farà passare decenni prima di far arrivare gli indennizzi alla popolazione. Tante le promesse per gli oltre 1.500 sfollati e per le attività in pausa forzata.
Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, parlando della frana di Niscemi, ha chiarito di aver discusso con la ministra Calderone per individuare quali e quanti ammortizzatori serviranno per sostenere le aziende ora inattive e che dovrebbero comunque pagare i contributi per i lavoratori. Sono previste anche altre iniziative, come la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e di ogni altra obbligazione.
Danni del ciclone Harry: quasi 2 miliardi
La frana di Niscemi, per quanto causata dalla mancanza di interventi su un territorio già fragile, rappresenta la ferita più impressionante sul territorio siciliano, che insieme a Calabria e Sardegna ha subito l’impatto del ciclone Harry. Tra il 19 e il 21 gennaio il ciclone ha causato danni per quasi 2 miliardi di euro nella sola Sicilia.
Colpita la costa ionica, il Catanese e le aree turistiche, dove tutto è ora fermo oltre che distrutto. Case e attività restano bloccate e attendono le disposizioni del governo e della Regione per capire in che modo saranno sostenute.
Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, durante l’incontro a Catania ha ribadito che si stanno adoperando per l’emergenza regionale. Sono già stati messi in campo circa 90 milioni di euro, almeno per le prime emergenze, ma dovrebbero arrivare anche i bandi per i ristori, i contributi non inferiori a 5.000 euro per i cittadini danneggiati e altre misure a fondo perduto per le attività commerciali e balneari.
5 miliardi dal Ponte all’emergenza
Passa con scrutinio segreto l’ordine del giorno della Regione Sicilia, anche con il parere contrario di Schifani, per spostare 5 miliardi di euro del Fondo di sviluppo e coesione destinati al Ponte all’emergenza.
Un messaggio bipartisan al governo Meloni, che vuole dire a Salvini – atteso nei prossimi giorni sull’Isola – che il Ponte non è una priorità. Donzelli risponde accusando la sinistra e sottolineando che servono entrambi: Ponte e interventi emergenziali.