Pirlo salta come ct della Nazionale: il caso Fonbet e le scommesse russe

L'ex tecnico era favorito per la panchina azzurra, ma il suo ruolo di ambasciatore della piattaforma russa ha fatto naufragare la trattativa

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

C’eravamo tanto amati, eppure nell’arco di pochi giorni la nuova organizzazione della Figc sembra già scricchiolare. Dal viaggio per convincere Pep Guardiola all’ipotesi Pirlo, con Mancini e Conte sullo sfondo. Il risultato, ad oggi, è che l’Italia non ha ancora il suo ct, men che meno delle regolamentazioni all’avanguardia per sfruttare al meglio i giovani talenti nostrani.

Malagò promette novità a breve e poi lancia frecciate, perché in questa fase occorre di certo gettare benzina sul fuoco. La tensione è alta a ai cronisti ha detto: “Su Maldini non posso dire niente. (…) Abodi parla di brutte figure? Il suo è un mondo che non può parlare di brutte figure. Ce ne sono state tante da tante parti. Questa pessima figura bisogna vedere poi chi l’ha fatta”.

Intanto il caso si fa sempre più interessante, per alcuni, imbarazzante per altri, con l’intreccio tra sport, scommesse e geopolitica che fa molto discutere. Andrea Pirlo, dato di colpo come favorito per il ruolo di ct (dopo il no di Guardiola), ha visto naufragare la propria candidatura. Il tutto a causa del cosiddetto “caso Fonbet”. Si parla di russi, ma sapete esattamente di cosa si tratta? Ecco cos’è successo e che ruolo ha giocato la piattaforma di scommesse di cui l’ex centrocampista è ambasciatore globale.

Il caso Fonbet e il no a Pirlo

A ottobre 2025 Andrea Pirlo è diventato ambasciatore globale della società russa Fonbet. A maggio 2026 ha anche preso parte a un “Football Day” organizzato dal marchio a Mosca. Ha dunque stretto un legame molto importante che, alla vigilia della possibile nomina in azzurro, è diventato un caso politico.

il presidente della Figc Giovanni Malagò ha interrotto i contatti, mentre il ministro dello Sport Andrea Abodi ha parlato senza mezzi termini di “brutta figura”. Dal canto suo Pirlo si è così espresso:

Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politica significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”.

Cos’è Fonbet e perché è stato oscurato in Italia

Fonbet è una piattaforma di scommesse di matrice russa, non autorizzata a operare nel nostro Paese. Proprio il 27 luglio l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm) ha inserito i suoi domini nella lista nera dei siti di gioco illegali.

Al centro dell’attenzione c’è anche una possibile indagine per chiarire se Pirlo abbia promosso il marchio verso il pubblico italiano, circostanza che sarebbe vietata dalle norme sulla pubblicità del gioco d’azzardo.

Italia e propaganda russa: cosa cambia per la panchina

A pesare maggiormente è l’aspetto geopolitico, più di quello normativo. Il legame con un marchio russo, dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, è considerato inopportuno per chi dovrebbe rappresentare l’Italia.

Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali”, è stato il commento netto arrivato dalla politica, con esponenti come Carlo Calenda e Ignazio La Russa a sollevare dubbi sull’opportunità della scelta. Un intreccio che ha trasformato una trattativa sportiva in un caso di immagine per l’intero sistema.

Corsa al ct totalmente riaperta, con Malagò che ora non conferma o smentisce l’ipotesi Thiago Motta. Anche questo nome convincerebbe poco il pubblico, che preferirebbe uno tra Mancini o Conte, anche se la delusione Guardiola scotta enormemente (per i pochi che ci hanno mai creduto). I due ex ct restano alla finestra, anche se nessuno dei suoi sarà probabilmente entusiasta di giocare il ruolo della quarta scelta.

Per la Nazionale, dunque, alla questione conti si aggiunge quella dell’immagine, già compromessa dopo i Mondiali ripetutamente mancati. Si attende il ct come il messia, ignorando un sistema claudicante, che vede interrotto il dialogo con i club. Poco male, però, considerando i prossimi Mondiali a 64 squadre. Di fatto la battuta infelice di Infantino potrebbe non essere tanto distante dalla realtà.

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