La chiamano “pin mania” ed è un fenomeno che accompagna ogni edizione dei Giochi Olimpici. Si tratta della corsa allo scambio e alla collezione delle spille ufficiali delle delegazioni, dei comitati organizzatori e dei protagonisti dell’evento. Nato come gesto simbolico tra atleti, oggi il fenomeno è diventato un vero mercato parallelo che coinvolge collezionisti, case d’asta e piattaforme online. In occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, l’interesse per le spille è tornato al centro dell’attenzione.
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Le origini dello scambio di spille olimpiche
La tradizione risale ai primi Giochi moderni del 1896, ma è nel 1924, durante le Olimpiadi di Parigi, che le delegazioni iniziarono a ricevere spille ufficiali. Con la nascita del villaggio olimpico, gli atleti cominciarono a scambiarsi i badge nei momenti informali, trasformando un semplice oggetto identificativo in un simbolo di appartenenza e relazione.
Nel tempo la pratica si è consolidata fino a diventare una consuetudine strutturata. Oggi esistono spazi ufficiali dedicati al pin trading. A Milano-Cortina 2026 è attivo un Official Olympic Pin Trading Center, luogo di riferimento per collezionisti e curiosi, dove lo scambio è regolato e organizzato. Le spille non si acquistano tra atleti, vengono scambiate o acquistate dai collezionisti
Il mercato delle spille olimpiche rare
Accanto allo scambio informale esiste un mercato che coinvolge case d’asta internazionali. Tra i lotti più ambiti figurano badge delle prime edizioni olimpiche o esemplari destinati a ruoli specifici come giudici, membri del CIO o presidenti di comitati.
Una delle vendite più significative registrate riguarda una spilla delle Olimpiadi Invernali di Chamonix 1924, battuta per oltre 33.000 euro. Si tratta di uno dei primi badge ufficiali dell’era moderna dei Giochi invernali, caratterizzato da tiratura limitata e valore storico.
Tra i pezzi di alto profilo figurano anche:
- il badge del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale delle Olimpiadi Invernali di St. Moritz 1948, con stime superiori a 10.000 euro.
- l’Ordine Olimpico in argento appartenuto a un membro del CIO, stimato oltre 5.000 euro.
- le collezioni complete di badge di Cortina 1956 o delle prime edizioni del Novecento, con valutazioni che possono superare diverse migliaia di euro.
Le spille di Milano-Cortina 2026
Se le spille storiche rappresentano il segmento premium del mercato, le edizioni contemporanee attirano un pubblico più ampio. A Milano-Cortina 2026 sono in circolazione set dedicati alle mascotte ufficiali e alle delegazioni.
Alcune spille diventano oggetti particolarmente ambiti per la popolarità degli atleti a cui sono dedicate. È il caso della spilla creata dal team olandese per Jutta Leerdam, pattinatrice di velocità con milioni di follower sui social. Il badge raffigura un cane con pattini da ghiaccio e la scritta “I love Jutta”, ispirato al suo golden retriever. La distribuzione limitata tra gli atleti rende questi esemplari difficili da reperire sul mercato aperto.
I prezzi online e le piattaforme di vendita
Oltre alle case d’asta, il mercato si sviluppa su piattaforme online. Su eBay sono presenti spille delle Olimpiadi di Atene 2004, dedicate alla mascotte Athena, con richieste superiori a 2.000 euro per esemplari in condizioni eccellenti.
Collezioni più ampie, come lotti composti da decine o centinaia di pin provenienti da diversi Comitati Olimpici Nazionali, possono raggiungere valutazioni importanti, soprattutto se comprendono esemplari rari degli anni Venti e Trenta.