Gucci-Alpine, perché i brand del lusso seguono la F1: la mossa accurata di Briatore e Bellettini

La Formula 1 è diventato sempre più un evento mainstream e non solo motorsport, attirando nuovi fan con esigenze e richieste differenti rispetto alla classifica fanbase.

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Danilo Supino

Data journalist

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La partnership tra Gucci e Alpine F1 Team non sarebbe nata se la Formula 1 non fosse diventata ciò che è oggi, cioè non soltanto uno sport automobilistico. La scelta della maison italiana, guidata da Francesca Bellettini, di diventare title partner della scuderia francese a partire dal 2027 dimostra come il motorsport stia cambiando pubblico, linguaggio e valore commerciale.

Il nuovo nome della scuderia sarà “Gucci Racing Alpine Formula One Team”, in quella che rappresenta la prima volta di una grande casa di moda di lusso nel ruolo di title sponsor di un team F1.

La Formula 1 non è più uno sport esclusivamente maschile

Per decenni il motorsport è stato percepito come un ambiente prevalentemente maschile, tecnico e poco permeabile al mondo fashion o entertainment. Secondo Nielsen Sports e Formula 1, oggi circa il 41-42% della fanbase globale della F1 è composta da donne, contro il 37% registrato nel 2021.

Il dato più interessante, però, riguarda la crescita. La ricerca internazionale realizzata da Formula 1 e Motorsport Network nel 2025, basata su oltre 100 mila risposte raccolte in 186 Paesi, mostra che tre nuovi fan su quattro acquisiti recentemente sono donne. Inoltre, il 43% dell’intera audience globale della F1 ha meno di 35 anni, segnale di un ricambio generazionale molto forte.

 

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Non si tratta di una semplice espansione quantitativa. Sta cambiando la natura stessa del pubblico. Le nuove fan della Formula 1 sono mediamente più giovani, molto digitali, fortemente attive sui social network e spesso interessate non soltanto all’aspetto sportivo, ma anche alla componente culturale e narrativa del paddock.

Netflix, social e lusso: come è cambiata la F1

Una delle prime iniziative della F1 per acquisire nuovo pubblico è stata “Drive to Survive”. La serie Netflix ha avuto il merito di trasformare piloti, team principal e paddock in personaggi narrativi globali. La Formula 1 ha iniziato a raccontarsi anche come intrattenimento premium.

Liberty Media, guidata da Stefano Domenicali, ha cambiato radicalmente il posizionamento del prodotto F1. I Gran Premi di Miami, Las Vegas e Abu Dhabi sono stati costruiti come eventi di lusso, vicini più alla fashion week o agli eventi celebrity che allo sport tradizionale.

I numeri spiegano perché il settore moda abbia iniziato a interessarsi sempre di più alla Formula 1. Secondo Nielsen Sports, oggi la fanbase globale della F1 supera gli 826 milioni di persone, mentre l’audience cumulativa della stagione ha raggiunto 1,83 miliardi di spettatori. La visibilità commerciale degli sponsor è aumentata del 90% dal 2020, trasformando il campionato in una piattaforma mediatica globale sempre più redditizia.

 

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Questo ha attirato marchi che storicamente non avevano alcun rapporto con il motorsport. Prima sono arrivati sponsor beauty e lifestyle, poi il settore luxury ha iniziato a investire in modo sempre più deciso. Non è un caso che negli ultimi anni la Formula 1 abbia attirato partnership con brand come LVMH, Louis Vuitton, TAG Heuer e ora Gucci.

La Formula 1 viene ormai presentata commercialmente come una piattaforma “premium affluent audience”, cioè un ambiente frequentato da consumatori con elevata capacità di spesa. I prezzi dei biglietti hospitality, la crescita del luxury travel legato ai Gran Premi, il valore delle partnership e il tipo di sponsor coinvolti mostrano chiaramente questo posizionamento.

Il valore economico del pubblico femminile

Dunque, la domanda è quanto valgono economicamente le nuove fan?

Secondo diverse analisi di mercato citate da Motorsport Week, entro il 2029 le donne controlleranno circa il 75% della spesa discrezionale globale. Questo dato interessa enormemente ai marchi del lusso, che stanno progressivamente spostando la propria comunicazione verso esperienze culturali e sportive premium. Basti pensare alla F1 Experience con vip lounge, eventi esclusivi durante i weekend di gara, hospitality riservate e vista privilegiata su partenza e traguardo. Non a caso l’audience media di ogni Gran Premio supera ormai i 76 milioni di spettatori nel mondo.

Perché Gucci ha scelto Alpine

La scelta di Alpine non è casuale. Oltre alla crescente competitività del team, la scuderia francese si è spesso distinta per un’immagine più vicina al mondo fashion rispetto ad altri team.

Flavio Briatore ha parlato apertamente della volontà di creare una piattaforma globale tra lusso e sport. Anche Gucci ha spiegato che la partnership rappresenta un modo per posizionare il brand dentro un contesto che oggi unisce performance, cultura e intrattenimento globale.

In poche parole, con questa partnership Gucci sta entrando in uno degli ecosistemi mediatici più influenti dello sport contemporaneo. La Formula 1 oggi non vende più solo motori e competizione. Vende immaginario, status e appartenenza culturale. E il pubblico femminile è diventato uno dei principali motori di questa trasformazione.

 

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