Tumori, in Europa cala la mortalità: la sfida da vincere è il cancro del polmone, anche nelle donne

Il tumore del polmone rimane la principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nell’Ue. Lo studio è stato coordinato dall'Università Statale di Milano in collaborazione con l'Università di Bologna e l’Università di Parma sostenuto da Fondazione Airc

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Nel 2026 nell’Unione europea si registreranno circa 1.230.000 decessi per tumore, con un tasso di mortalità di 114 per 100.000 uomini (-7,8% rispetto al 2020-2022) e di 74,7 per 100.000 donne (-5,9%). La matematica aiuta le strategie politiche per la sanità che debbono partire dai numeri. E proprio le cifre dicono quanto e come il quadro presente e futuro della sfida al cancro sia da leggere in chiaroscuro, con le tinte rosa che sicuramente prevalgono.

Grazie alla ricerca, alla prevenzione e alla cura oltre 25 anni di aumento, i tassi di mortalità per tumore del polmone tra le donne nei Paesi dell’Unione europea (UE) mostrano ora una tendenza alla stabilizzazione, attestandosi intorno a 12,5 decessi per 100.000, con una riduzione di circa il 5% rispetto al triennio 2020–2022. Nel Regno Unito questi andamenti favorevoli sono osservati già da diversi anni, pur mantenendo livelli complessivi di mortalità femminile ancora superiori rispetto alla media dell’UE.

Ad offrire questo panorama è una ricerca apparsa su Annals of Oncology che propone un’indagine in cui sono stati stimati i tassi di mortalità per tumore nell’UE e nel Regno Unito per il 2026. Lo studio è stato coordinato dall’Università Statale di Milano in collaborazione con l’Università di Bologna e l’Università di Parma e sostenuto da Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

Il tumore polmonare sorvegliato speciale

I ricercatori, coordinati da Carlo La Vecchia, docente di statistica medica ed epidemiologia all’Università Statale di Milano, e da Eva Negri, docente di epidemiologia ambientale e medicina del lavoro dell’Università di Bologna, hanno analizzato, per il sedicesimo anno consecutivo, i tassi di mortalità per tumore dal 1970 considerando complessivamente i 27 Stati membri dell’UE e, separatamente, il Regno Unito, utilizzando i dati dai database dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle Nazioni Unite. Per ciascun Paese e per entrambi i sessi sono stati esaminati i seguenti tipi di tumori: stomaco, colon-retto, pancreas, polmone, mammella, utero (inclusa la cervice), ovaio, prostata, vescica e leucemie, con particolare attenzione al tumore del polmone. Per quest’ultimo, il miglioramento registrato nelle donne interessa le donne fino a 64 anni, mentre nelle fasce più anziane i tassi di mortalità sono ancora in aumento.

Come sottolinea Claudia Santucci, ricercatrice dell’Università Statale di Milano e prima autrice dell’articolo,

“il tumore del polmone rimane la principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nell’UE. I tassi di mortalità continuano a diminuire tra gli uomini, pur rimanendo nel 2026 quasi doppi rispetto a quelli osservati nelle donne. Questo andamento è coerente con le differenze storiche nei comportamenti di consumo di tabacco tra uomini e donne. Nella maggior parte dei Paesi considerati, le precedenti tendenze in aumento tra le donne sembrano stabilizzarsi, a eccezione della Spagna. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito le donne hanno iniziato a fumare prima rispetto alle donne europee, ma hanno anche smesso prima. Attualmente, la prevalenza del fumo in entrambi i sessi è inferiore al 10% negli Stati Uniti e nel Regno Unito, mentre resta più elevata nell’UE. In particolare, le donne spagnole e francesi hanno iniziato a fumare più tardi rispetto a quelle di altri Paesi dell’UE, ma hanno anche smesso più tardi. Lo stesso vale per le donne italiane, che però hanno sempre fumato meno”.

Cosa ci aspetta

Secondo le stime, nel 2026 nell’UE si registreranno circa 1.230.000 decessi per tutti i tumori, corrispondenti a un tasso di mortalità standardizzato per età di 114 per 100.000 uomini (-7,8% rispetto al periodo 2020-2022) e di 74,7 per 100.000 donne (-5,9%). Le previsioni di mortalità per le diverse sedi tumorali analizzate sono favorevoli nella maggioranza dei Paesi, a eccezione dei decessi femminili per tumore del pancreas nell’UE (in aumento dell’1%) e delle morti tra le donne per tumore del colon-retto nel Regno Unito (in aumento del 3,7%).

“Stimiamo che, a partire dal picco del 1988, siano stati evitati complessivamente circa 7,3 milioni di decessi per cancro nell’UE e 1,5 milioni nel Regno Unito, assumendo che i tassi di mortalità fossero rimasti costanti ai livelli del 1988. Tra gli uomini, circa 1,8 milioni di decessi per tumore del polmone sono stati evitati in questo periodo, mentre tra le donne non si osservano decessi evitati per questo tumore”

commenta Eva Negri.

Il docente di statistica medica ed epidemiologia dell’Università di Parma co-autore della ricerca, Matteo Malvezzi, aggiunge:

“A differenza dei maggiori paesi dell’UE, la mortalità per tumore del colon-retto è in aumento nei giovani adulti del Regno Unito, probabilmente a causa di aumentata prevalenza di sovrappeso, obesità e conseguentemente diabete”.

Tuttavia, l’invecchiamento della popolazione comporterà un aumento modesto del numero assoluto dei decessi: tra gli uomini nell’UE si passerà da 666.924 (2020-2022) a circa 684.600 nel 2026, e tra le donne da 534.988 a circa 544.900. Nel Regno Unito, invece, i decessi rimarranno stabili: circa 91.400 negli uomini e 80.500 nelle donne nel 2026.

Strategie da adottare

La ricerca mette in luce come rafforzare la tassazione sul tabacco, introdurre divieti pubblicitari, ampliare gli spazi liberi dal fumo e potenziare i servizi di supporto alla cessazione rappresentino misure fondamentali per ridurre le disuguaglianze regionali e socioeconomiche e ottenere una riduzione duratura della mortalità per tumore in Europa. Inoltre, il controllo del sovrappeso e dell’obesità, il miglioramento delle abitudini alimentari, la riduzione del consumo di alcol e il potenziamento dei programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori della cervice uterina, della mammella e del colon-retto restano strategie chiave nella prevenzione oncologica.

Ecco il commento finale di Carlo La Vecchia

“I nostri risultati sottolineano la persistente importanza del fumo nella mortalità per tumore. Il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione del tumore del polmone e contribuisce anche alla prevenzione di altri tumori, come quello del pancreas. Le politiche di limitazione dell’uso del tabacco hanno evitato milioni di decessi legati al fumo, ma la loro applicazione resta disomogenea in Europa. Nel complesso, i tassi di mortalità per tumore restano generalmente favorevoli e la mortalità per tumore del pancreas sembra essersi stabilizzata, un dato incoraggiante dopo i precedenti aumenti. Ciò probabilmente riflette i miglioramenti nella riduzione delle esposizioni professionali e ambientali a sostanze cancerogene. Persistono inoltre disparità nei tassi di mortalità per cancro tra Paesi analizzati e sessi. In diversi Paesi, oltre a ritardi nel controllo del tabacco, i programmi di screening, la diagnosi e la gestione del tumore possono e devono essere migliorati per allinearsi ai recenti progressi, soprattutto nei Paesi dell’Europa centrale e orientale”.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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