La Conferenza Stato-Regioni ha siglato l’accordo sul nuovo decreto ministeriale che revisiona i costi per la specialistica ambulatoriale e per l’assistenza protesica. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dal 21 settembre 2026. La data è stata individuata di comune accordo con le Regioni per garantire una transizione ordinata, senza vuoti normativi.
L’intervento normativo riguarda 448 prestazioni di tipo specialistico e 222 codici identificativi relativi alle agevolazione rispetto ai dispositivi protesici. I cambiamenti ci sono stati, e al rialzo, per adeguare i rimborsi ai reali costi sostenuti dalle strutture e sbloccare definitivamente le prestazioni previste dai nuovi Livelli essenziali di assistenza.
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Perché è stato necessario alzare i tetti massimi
Questo provvedimento si è reso necessario a causa del contenzioso giudiziario tra il Ministero e gli Enti territoriali, che aveva investito il decreto del 25 novembre 2024. Le sentenze del Tribunale amministrativo della Regione Lazio, in particolare la n. 16399 del 2025, avevano annullato il provvedimento del 2024, contestando agli uffici di Via Giorgio Ribotta l’utilizzo di analisi di costo non aggiornate e un campione di rilevazione troppo ristretto.
Per assicurare il diritto all’assistenza dei cittadini, il giudice amministrativo aveva differito gli effetti dell’annullamento della sentenza. Nel frattempo, il Governo ha potuto avviare una rilevazione nazionale per avere una mappatura dei costi dei servizi in oggetto più fedele alla realtà. E a quel punto era solo questione di tempo prima che venisse prodotto il nuovo listino.
Le spese aumenteranno, raggiungendo i 210,7 milioni di euro
Il nuovo tariffario comporta un incremento di spesa rilevante per le casse pubbliche. Solo per lo scorcio finale del 2026, l’onere stimato sfiora i 70,3 milioni di euro. Per l’anno 2027, si stima che l’impatto economico sarà di 210,7 milioni di euro così divisi:
- 183,1 milioni di euro per la specialistica ambulatoriale, al netto dei ticket;
- 27,6 milioni di euro per l’assistenza protesica.
Le coperture saranno garantite dagli stanziamenti introdotti dalla legge di Bilancio, integrati da risorse residue individuate dal Ministero della Salute.
Quanto costano di più visite, analisi e protesi
Le correzioni ai prezzi apportate dal Governo causeranno aumenti tariffari mirati a sostenere l’erogazione di prestazioni ad alta complessità e frequenza. L’aumento medio del costo per le prestazioni riviste si attesta intorno al 6% totale. Nello specifico:
- la tariffa media di una prima visita specialistica sale a 26 euro, con valori superiori quando si tratta di particolari branche a elevata complessità;
- subiranno aumenti le remunerazioni per ecocolordoppler, diagnostica vascolare, endoscopia, elettromiografia e medicina nucleare;
- ci sarà una variazione di costo anche per la dialisi peritoneale, la cui tariffa cresce del 15% per incentivare la cura a domicilio, per diminuire la pressione sulle strutture ospedaliere;
- con l’aggiornamento di 222 codici per l’assistenza protesica, che registreranno un incremento delle tariffe per numerosi ausili.
Cosa cambia per i cittadini
L’entrata in vigore del provvedimento dal 21 settembre dà alle Regioni e alle Asl il tempo di aggiornare sia i sistemi informatici di prenotazione che la contabilità sanitaria. Questo adeguamento tariffario sembra consentirà ai pazienti di accedere omogeneamente su tutto il territorio nazionale a esami, visite e ausili. Aumentando i prezzi per tutti, si riducono le disparità regionali e il rischio che in alcune parti d’Italia non venissero erogate prestazioni a causa di prezzi non aggiornati.