Agenas, l’ente che si occupa anche di monitorare le liste d’attesa, ha pubblicato il bollettino trimestrale. Nei primi nove mesi del 2026 si registra un miglioramento rispetto al 2025. Continuano a esserci “margini di miglioramento”, si legge, ma soprattutto sono elevate le differenze territoriali.
Dal monitoraggio è possibile scoprire quali sono le visite più difficili da prenotare, gli esami che hanno liste d’attesa più lunghe e le regioni peggiori sui tempi.
Indice
Liste d’attesa in miglioramento
Dal bollettino periodico sull’andamento delle liste d’attesa emerge un generale miglioramento. Oltre 2 milioni le prenotazioni in più nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 e un miglioramento si è visto proprio sui tempi massimi di attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici.
Il bollettino evidenzia quindi una tendenza positiva già riscontrata nel primo semestre dell’anno. Secondo il monitoraggio, aggiornato al 30 settembre 2026, nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive sono passate da 19,7 milioni del 2025 a 21,8 milioni (+10%).
Crescono soprattutto:
- le prime visite specialistiche, da 11,3 a 12,3 milioni;
- gli esami diagnostici, da 8,4 a 9,5 milioni.
In termini assoluti le prime visite prenotate entro i tempi previsti passano da 8,7 a 9,6 milioni, con circa 935.000 prestazioni in più, mentre gli esami diagnostici aumentano da 7 a 8,1 milioni, pari a circa 1,1 milioni di accertamenti aggiuntivi nei tempi di garanzia.
Le visite più facili da prenotare
Il bollettino segnala le visite e prestazioni più facili da prenotare. Tra queste risultano le visite urgenti, quelle garantite entro tre giorni, che rispettano i tempi nell’81,7% dei casi, mentre le visite in classe breve, quelle da effettuare entro 10 giorni, aumentano dal 78,2 all’80,6%.
Si registra un miglioramento anche negli esami diagnostici, dove le prestazioni urgenti garantite entro tre giorni passano al 77,3%, mentre quelle in classe breve aumentano al 78,2%.
Nel quadro di miglioramento diffuso, le prestazioni che recuperano di più sono:
- prime visite oncologiche;
- visita fisiatrica;
- visita gastroenterologica;
- visita pneumologica;
- visita dermatologica (che resta tra le prestazioni con maggiori criticità).
Tra gli esami diagnostici in miglioramento troviamo:
- colonscopia;
- gastroscopia;
- ecografia della mammella;
- ecografia dell’addome.
Le regioni peggiori
Dal bollettino inoltre è possibile scoprire quali sono le differenze tra le regioni. L’andamento generale è positivo, ma ci sono delle differenze da sottolineare. Alcune regioni viaggiano sopra il 90%, mentre altre scendono sotto il 70% sia per quanto riguarda le prime visite, sia per quanto riguarda gli esami diagnostici.
Tra le migliori in entrambi i campi di analisi ci sono:
- Basilicata;
- Lazio;
- Marche;
- Veneto.
Tra le peggiori, quindi con performance sotto il 70%, troviamo sotto entrambi i dati:
- Puglia;
- Umbria.
Queste due regioni in particolare sono caratterizzate da difficoltà in entrambe le tipologie di prestazioni, anche se si sono segnalati progressi rispetto ai dati precedenti. Una regione invece da tenere sotto controllo, proprio per il peggioramento rispetto ai dati precedenti, è la Sardegna.