Hantavirus, nuove regole in Italia su quarantena e assembramenti: la circolare del ministero

Nuovi protocolli di sorveglianza dopo il caso della nave MV Hondius. Definiti i criteri per casi sospetti, probabili e isolamento fiduciario

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

L’OMS al momento valuta come “basso” il rischio per la popolazione mondiale di diffusione del virus Hantavirus dall’evento della nave MV Hondius. In generale si tratta di un virus a bassa diffusione in ambito umano e in Italia sono stati segnalati pochi casi sporadici nel corso degli anni. Anche la rete di esperti per l’elaborazione di scenari di diffusione e di impatto sulla salute pubblica ha valutato un rischio “molto basso”.

Sempre per gli esperti della rete Dispatch (Epidemic intelligence, Scenari pandemici, valutazione rischio) non è però completamente trascurabile il rischio di trasmissione tra umani, soprattutto quando la gestione dei casi delle persone sulla nave verrà effettuata dai diversi Paesi di provenienza. Per questo il ministero della Salute, nella sua nota di aggiornamento e coordinamento, impone comunque di mantenere un approccio di massima cautela e rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione all’identificazione precoce di eventuali casi sospetti e all’adozione tempestiva delle misure di contenimento previste per i casi confermati.

Le tipologie di “casi”

Il ministero della Salute ha pubblicato una nota in merito al focolaio di Hantavirus di tipo Andes, tra aggiornamento della situazione e indicazioni per la sanità pubblica. In Italia sono passate quattro persone che hanno avuto contatti con il virus e il ministero dall’8 maggio 2026 ha messo in atto le pratiche di coordinamento per controllo e monitoraggio dei casi.

Nella nota sono state evidenziate le tipologie di casi e di contatti e come agire. Il primo passaggio è quello di comprendere di fronte a quale tipo di “caso” si trova l’operatore sanitario. Viene rassicurato, ancora una volta, che non siamo di fronte a un nuovo Covid.

Caso sospetto

Caso sospetto è un individuo che ha condiviso o transitato su un mezzo sul quale è stato confermato un caso o un probabile caso, oppure chiunque sia entrato in contatto con un passeggero o membro dell’equipaggio della nave MV Hondius a partire dal 5 aprile.

Caso sospetto è anche chi presenta almeno uno dei seguenti sintomi:

Caso probabile

Invece con caso probabile si intende una persona che presenta segni e sintomi compatibili con un caso sospetto e un collegamento epidemiologico noto con un caso probabile o già confermato.

Caso confermato

Un soggetto che diventa caso confermato o probabile con conferma in laboratorio mediante un test PCR o sierologico.

C’è anche la possibilità di un “non caso”, cioè un caso sospetto che risulta negativo ai test. Questi sviluppano sintomi compatibili con il tipo di virus, ma il test dà risultato negativo. Vengono comunque considerati sospetti e devono ripetere il test alla fine del periodo massimo di incubazione dall’ultima potenziale esposizione a un caso probabile o confermato.

Le tipologie di contatto

Il documento, facendo riferimento alle definizioni dell’ECDC e dell’OMS, descrive anche le tipologie di contatto. Con “contatto” si intende una persona che è stata esposta a un caso confermato o probabile di Hantavirus durante il periodo di contagiosità. L’esposizione deve essere compatibile con la tipologia di diffusione del virus, quindi esposizione a secrezioni respiratorie, saliva, sangue o altri fluidi corporei.

Il documento ne fa un elenco:

La classificazione dei contatti, però, non è identica per ogni tipo: ci sono contatti ad alto rischio come nel caso delle persone a bordo della nave da crociera o le persone che hanno avuto una o più esposizioni a un caso probabile o confermato presente sulla nave. Per esempio, le persone che hanno condiviso la stessa stanza, le persone che maneggiano indumenti di un caso confermato, gli operatori sanitari durante le procedure mediche, le persone che condividono un contatto fisico diretto o il bagno.

Le misure in caso di contatto

Nel caso di contatto ad alto rischio, la misura raccomandata è la quarantena fiduciaria per sei settimane. Si consiglia l’utilizzo di una stanza propria, di mantenere una distanza di almeno 2 metri dai membri della famiglia e di non utilizzare le stesse stoviglie.

Nel documento si legge anche che è possibile uscire per preservare la propria salute mentale e il benessere psico-fisico, ma indossando la mascherina medico-chirurgica resistente ai liquidi ed evitando gli assembramenti.

Nel pratico significa:

Diversi invece i contatti a basso rischio: per questi le misure raccomandate sono l’automonitoraggio dei sintomi e la comunicazione con le autorità sanitarie.

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