Lo Stabilicum è legge: come cambia la scheda elettorale rispetto al Rosatellum

Approvato il nuovo sistema di rappresentanza in Parlamento, che prevede un cambiamento sul modo di funzionare della scheda elettorale.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Da non molte ore, con 227 voti favorevoli, è stato definitivamente approvato lo Stabilicum, la nuova legge elettorale che andrà a sostituire il Rosatellum.

Il nuovo sistema di rappresentanza si differenzia in maniera abbastanza significativa dal precedente, motivo per cui anche le schede elettorali avranno un’impostazione molto diversa rispetto a quella a cui siamo abituati dal 2018 a oggi.

Come sarà fatta la nuova scheda elettorale

La scheda si presenta con un modello ibrido che unisce la presenza di un capolista bloccato alla possibilità di esprimere preferenze individuali per gli altri candidati della lista:

La regola della doppia o tripla preferenza di genere

Nell’esprimere le preferenze sulla scheda occorre prestare attenzione all’alternanza di genere per evitare che il voto venga parzialmente annullato:

Il candidato Premier e la scheda

Una delle novità dello Stabilicum riguarda l’obbligo per le liste o le coalizioni di depositare il nome del candidato da proporre al Presidente della Repubblica per la guida del Governo. Dovranno farlo prima di conoscere con precisione con che proporzione un partito ha contribuito alla vittoria della coalizione. Tuttavia, il nome del candidato Premier non comparirà sulla scheda elettorale e l’indicazione fatta al capo dello Stato non costituisce in ogni caso un vincolo di mandato formale.

Gli elementi chiave dello Stabilicum e la clausola di ripescaggio

Oltre alla nuova veste grafica della scheda pronta ad accogliere l’espressione di preferenze secondo l’alternanza di genere, la nuova norma introduce alcuni meccanismi decisivi sul piano dei risultati elettorali.

Lo Stabilicum prevede un premio di maggioranza che scatta ogni qualvolta una coalizione o lista raggiunge almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera sia al Senato. Il partito o la squadra che raggiunge questo risultato si porta a casa 70 deputati e 35 senatori aggiuntivi. Se la quota del 42% non viene raggiunta, la ripartizione dei seggi avverrà con il proporzionale puro.

Tuttavia, per scongiurare l’ipotesi che una coalizione ottenga la maggioranza qualificata per le riforme costituzionali o l’elezione del Presidente della Repubblica, si stabilisce che nessun partito o alleanza possa superare la soglia massima di 220 deputati e 113 senatori.

Per quanto riguarda l’accesso al Parlamento, le soglie d’ingresso generali rimangono fissate al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni. La vera novità è rappresentata dalla clausola del ripescaggio: all’interno di ogni coalizione che supera il 10%, la prima lista rimasta al di sotto della soglia del 3% accede comunque all’assegnazione dei seggi. Inoltre, i voti ottenuti da tutte le forze alleate sotto soglia vengono interamente conteggiati per far scattare la quota del 42% necessaria a ottenere il premio di maggioranza.

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