Sondaggi politici, Meloni cala sotto il 30% ma anche Schlein perde terreno

I sondaggi elettorali mostrano come nonostante il rallentamento di FdI, il PD non riesca a capitalizzare il consenso perso dalla maggioranza

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Gli ultimi sondaggi politici mostrano un lieve calo di Fratelli d’Italia: il partito della premier Giorgia Meloni perde il -0,3% e scivola di un decimale sotto la soglia psicologica del 30% (questa settimana è al 29,9%).

Se il calo di FdI è lieve, quello del Partito Democratico è omeopatico: la forza guidata da Elly Schlein perde il -0,2% e cala al 22,2%. Almeno parte del consenso perso dal PD è molto probabilmente confluito nel Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, che con il +0,4% va al 12,4%.

Chi sale e chi scende nei sondaggi politici

Da mesi si assiste allo stesso trend: quando il PD sale, il M5S cala e viceversa. In mancanza di un patto politico a sinistra, il derby fra le due principali forze progressiste è destinato a durare.

Le rilevazioni dei sondaggi elettorali in merito al consenso mostrano chi guadagna e chi perde nel confronto tra i leader politici: Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).

La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione di oggi include sondaggi realizzati dal 15 al 28 gennaio ed è stata effettuata il 29 gennaio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Emg (data di pubblicazione 22 gennaio), Eumetra (22 gennaio), Ixè (27 gennaio), Noto (28 gennaio), Swg (19 e 26 gennaio), Tecnè (16 e 23 gennaio) e Youtrend (21 gennaio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale sondaggipoliticoelettorali.it.

La situazione delle coalizioni è la seguente:

La situazione alle elezioni europee dell’8 e del 9 giugno 2024:

Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022:

Quali partiti rischiano di non entrare in Parlamento

Il Rosatellum taglia le gambe ai piccoli partiti che, correndo da soli, non riescono a superare la soglia di sbarramento del 3%. Se si votasse oggi, tre forze politiche rimarrebbero fuori dal Parlamento:

Fuori dal Parlamento anche i piccoli partiti generalmente inclusi nella voce “altri”: Partito Liberaldemocratico, Democrazia Sovrana Popolare, Partito della Rifondazione Comunista, Movimento Drin Drin e Potere al Popolo, fra gli altri. Purché, come detto, dovessero rifiutare di correre in una coalizione.

Per tentare di superare la soglia di sbarramento, i partiti cercano di unirsi in coalizioni. Ma le coalizioni, alla prova dell’Aula, non sempre reggono.

Astensionismo e indecisione

L’ultima rilevazione in merito all’astensionismo arriva dal sondaggio dell’Istituto Ixè (pubblicazione 27 gennaio). Secondo i dati raccolti, il 53,1% degli intervistati non sa per chi votare o non voterebbe affatto. Ecco come si distribuiscono le attuali preferenze degli elettori italiani scremando il non-voto:

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