Negli ultimi sondaggi politici Fratelli d’Italia stabile al 29,5% mentre crescono PD e M5S

I sondaggi elettorali fotografano un quadro politico stabile: FdI non risente dell’esito del referendum mentre PD e M5S guadagnano consenso

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Gli ultimi sondaggi politici confermano come la sconfitta al referendum non abbia intaccato il consenso elettorale di Fratelli d’Italia: il partito della premier Giorgia Meloni rimane stabile al 29,5%.

Avanzano invece le forze politiche che occupano il secondo e terzo gradino del podio. Il Partito Democratico di Elly Schlein incassa il +0,5% andando al 22%. E il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte guadagna il +0,1% andando al 12,3%.

Chi sale e chi scende nei sondaggi politici

Qui di seguito le rilevazioni dei sondaggi elettorali che mostrano chi guadagna e chi perde consenso nel confronto tra i partiti politici guidati dai vari leader, ovvero: Giorgia Meloni (FdI), Matteo Salvini (Lega), Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Antonio Tajani (FI), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs), Matteo Renzi (Italia Viva), Roberto Vannacci (Futuro Nazionale), Riccardo Magi (+Europa), Carlo Calenda (Azione) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).

Qui sotto il sondaggio Swg per il TG LA7 di Enrico Mentana del 30 marzo 2026, con variazione percentuale rispetto alla settimana precedente:

La nota metodologica del sondaggio è visionabile sul sito sondaggipoliticoelettorali.it.

La situazione delle coalizioni è la seguente (ad oggi Vannacci sta ancora valutando l’alleanza a destra):

La situazione alle elezioni europee dell’8 e del 9 giugno 2024:

Alle elezioni politiche del 25 settembre 2022:

Sinergie per le elezioni politiche 2027

Attualmente la politica italiana sta cercando di definire le alchimie per le elezioni del 2027, che vedranno il rinnovo di Parlamento e Governo.

Nel centro-destra l’ex generale Roberto Vannacci di Futuro Nazionale si dice pronto a dialogare ma si riserva di entrare in coalizione solo e unicamente alle sue condizioni: devono essere rispettati i valori della destra italiana. Il dettaglio non è banale, perché se il campo largo dovesse avanzare, la presenza o l’assenza di Vannacci a destra sarebbe il vero ago della bilancia. Dialogante, ma fuori da un’eventuale coalizione, anche Carlo Calenda con Azione.

Nel centro-sinistra si discute sulle modalità di scelta del leader del campo largo fra Elly Schlein (PD), Giuseppe Conte (M5S) e un eventuale “papa straniero”. Qualcuno, nel frattempo, tira per la giacchetta Silvia Salis (sindaca di Genova). Il nodo da sciogliere è: primarie sì, primarie no.

Partiti che potrebbero rimanere fuori dal Parlamento

Non è ancora chiaro con quale legge elettorale si andrà al voto per le elezioni politiche 2027, se con il Rosatellum o con lo Stabilicum attualmente in cantiere nella maggioranza. Ma entrambe le leggi elettorali fissano una soglia di sbarramento al 3% che lascerebbe i piccoli partiti fuori da Camera e Senato (a meno di alleanze strategiche).

Se si votasse oggi, resterebbero fuori dal Parlamento:

E rimarrebbero fuori dal Parlamento anche tutti i piccoli partiti inclusi nella voce “altri”: Partito Liberaldemocratico, Democrazia Sovrana Popolare, Partito della Rifondazione Comunista, Movimento Drin Drin e Potere al Popolo, tra gli altri. A patto che, come detto, i loro segretari dovessero rifiutare un’alleanza strategica.

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