Scuola, Meloni annuncia il tetto agli studenti stranieri per classe e il divieto di burqa e niqab

Meloni ha annunciato anche l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori di studenti stranieri con gravi problemi di inserimento scolastico

4 min di lettura

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Tetto agli studenti stranieri nelle classi e divieto di burqa e niqab a scuola. È la premier Giorgia Meloni in persona ad annunciare le novità che bollono nella pentola del Governo, dal palco di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale che si è svolta al Laghetto dell’Eur.

I provvedimenti, insieme a molti altri, vedranno la luce nel Consiglio dei ministri in arrivo. Meloni ha a parlato anche di valutazione, voto di condotta, rapporto tra licei e istituti tecnici e necessità di garantire condizioni di partenza uguali agli studenti.

Giorgia Meloni annuncia una riforma della scuola

Così ha annunciato Meloni dal palco:

Sta per arrivare in Cdm un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l’italiano, e introduce il divieto di burqa e niqab a scuola.

La ratio del provvedimento, secondo le intenzioni del Governo:

A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità tra uomo e donna non è negoziabile. Non lo è nelle nostre strade, non lo è nelle nostre scuole.

E ancora:

Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare.

Il tetto agli studenti stranieri in classe dovrebbe essere applicato solo a quelli di cittadinanza non europea che parlano male l’italiano. Già nel 2010 una circolare dell’allora ministra Maria Stella Gelmini indicava un tetto massimo agli studenti stranieri del 30%. Circolare sostanzialmente mai applicata.

Già alcune settimane prima, era stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ad annunciare una riforma in merito alla composizione delle classi con studenti stranieri.

No alla sufficienza a tutti

Meloni ha poi parlato della necessità di garantire il riconoscimento del merito e la valorizzazione della responsabilità:

Una scuola di tutti e per tutti non deve dare la sufficienza a tutti perché quello non è uguaglianza, è livellamento.

Infine una precisazione, che riguarda la volontà di riformare gli istituti tecnici, già annunciata da Valditara:

In Italia non deve esserci una scuola di serie A e una scuola di serie B. Non devono esistere scuole destinate ad alcuni e scuole precluse ad altri. I licei e gli istituti tecnici professionali sono i pilastri di un sistema che cresce solo se si tiene insieme. Uguaglianza significa garantire a tutti le stesse condizioni di partenza perché la competizione avvenga ad armi pari ma ha un senso proprio perché una competizione esiste. E allora il primo dovere della scuola è quello di valutare un ragazzo, insegnargli che il giudizio esiste, che gli errori servono per crescere e che l’educazione e il rispetto si fondano sulle regole e non sulla loro negazione. Ecco perché abbiamo restituito dignità al voto di condotta. Che adesso fa media e determina se vieni promosso o bocciato. Non lo abbiamo fatto perché ci piace punire qualcuno, ovviamente, non l’abbiamo fatto perché vogliamo costruire una scuola autoritaria ma l’abbiamo fatto perché il rispetto nei confronti di chi insegna, di chi vive con te la comunità scolastica, non è un dettaglio, è una delle prime cose serie che impari al mondo.

Quanti sono gli studenti stranieri in Italia

Nelle scuole italiane, in tutti i cicli di studio, sono circa 930.000 gli studenti di origine straniera, pari all’11,6% del totale come evidenziano i dati dell’ultimo rapporto Ismu, Iniziative e Studi sulla Mobilità Umana.

Più di un quarto, il 26%, si trova in Lombardia: si tratta di 236.000 giovani. A seguire: Emilia-Romagna (112.839), Veneto (94.669), Lazio (80.051) e Piemonte (78.039).

Per quanto riguarda le città, quelle con più studenti stranieri sono Milano (79.039), Roma (63.782), Torino (39.465) e Brescia (32.747).

In quali Paesi esiste il divieto di burqa a scuola

Con l’introduzione del divieto di burqa e niqab a scuola, l’Italia andrebbe a uniformarsi alla disciplina di altri Paesi europei.

Ovvero: Francia (dal 2011), Belgio (2011), Bulgaria (2016), Austria (2017), Danimarca (2018), Svizzera (2025), Portogallo (2026), Paesi Bassi (2019), Lussemburgo (2018), Germania (varie restrizioni su ambito locale) e Spagna (varie restrizioni locali).

La normativa attuale

Attualmente, in Italia non ci sono norme specifiche che riguardano la copertura del viso per motivi religiosi. Vi è una disciplina generale che riguarda la pubblica sicurezza, ovvero la legge n. 152 del 1975, che vieta l’uso di caschi o altri mezzi per impedire il riconoscimento della persona in luogo pubblico senza giustificato motivo.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963